Anche Sant'Agata sul Santerno ha aderito all'Art bonus, inserendo come bene la torre dell'orologio di piazza Garibaldi. L'obiettivo, come previsto dalla legge, è quello di rendere aziende e privati partecipi della riqualificazione del patrimonio pubblico. L'Art bonus consiste infatti in un credito d'imposta pari al 65 dell'importo donato a chi effettua erogazioni liberali a sostegno del patrimonio culturale pubblico italiano. L'intervento individuato dal Comune di Sant'Agata sul Santerno per la Torre propone interventi di manutenzione straordinaria per un importo stimato di 98mila euro. In particolare prevede un ripasso del manto di copertura, un intervento di risanamento umidità, il rifacimento di parti di intonaco e nuova tinteggiatura esterna. Il tutto è illustrato nel sito web dell'Art Bonus (artbonus.gov.it), dove è possibile visualizzare la descrizione dell'intervento proposto per l'erogazione liberale, il costo, le donazioni ricevute, lo stato di avanzamento del progetto e l'utilizzo delle somme ricevute. "La comunità di Sant'Agata, benché ricca di storia, a causa delle vicissitudini che l'hanno attraversata non può vantare particolari vestigia storicoartistiche di valore - ha dichiarato l'assessore al Patrimonio Elisa Sgaravato -; sono anzi rare, e perciò preziose, le testimonianze delle epoche precedenti giunte integre fino ai nostri giorni. L'Amministrazione comunale ritiene che la Torre civica, o dell'orologio (dalla quale, oggi, rintoccano le ore della campana della Ragione) vada salvaguardata per le generazioni future. Coniugando antico e moderno, mecenatismo e conservazione dei beni culturali 2.0, l'Art bonus permette ai cittadini e ai privati, di partecipare in prima persona alla conservazione del patrimonio culturale del proprio paese e di tramandare ai posteri quanto preservato fino ad oggi. Davvero una bella occasione per investire nel futuro". CENNI STORICI La Torre dell'orologio fu ricostruita sull'antica porta d'accesso al Castello medievale che appare anche sullo stemma del Comune e sorse nei primi secoli dopo il 1000. Fonti autorevoli ne attribuiscono l'edificazione al Barbarossa. La costruzione era cinta da solide mura che formavano un quadrilatero circondato da un grande fossato detto "La Fossa". Dall'antico castello non rimase che un torrione (ma pare ve ne fossero due) trasformato, poi, nella torre dell'orologio, con ampio arco, la "Porta" come viene comunemente chiamato, che immette nel piazzale della chiesa arcipretale costruita più volte nel recinto del castello. I più recenti lavori di restauro alla Torre furono eseguiti nel 1990. La campana dell'orologio detta "della ragione" fin dai tempi remoti, certamente già nel 1487, come appare dagli antichi "Statuti", serviva per chiamare a raccolta i cittadini che governavano il paese e si è mantenuta fino ai tempi nostri. Sono numerose le tipologie di interventi che possono godere del credito di imposta dell'Art Bonus: possono riguardare infatti la manutenzione, la protezione e restauro di beni culturali pubblici; il sostegno degli istituti e dei luoghi della cultura di appartenenza pubblica (per esempio musei, biblioteche, archivi, aree e parchi archeologici, complessi monumentali), delle fondazioni lirico-sinfoniche e dei teatri di tradizione (ndr, nel territorio della Bassa Romagna non esistono fondazioni lirico-sinfoniche o teatri di tradizione); la realizzazione di nuove strutture, il restauro e potenziamento di quelle esistenti, di enti o istituzioni pubbliche che, senza scopo di lucro, svolgono esclusivamente attività nello spettacolo.
SANT'AGATA SUL SANTERNO-Torre dell'orologio, protezione e restauro con l'Art Bonus
Il Comune di Sant'Agata sul Santerno ha aderito all'Art bonus, un programma che consente ai cittadini e privati di donare un credito d'imposta per la riqualificazione del patrimonio culturale pubblico italiano. La torre dell'orologio di piazza Garibaldi è stata inserita nel programma e prevede interventi di manutenzione straordinaria per un importo stimato di 98mila euro. L'Art bonus consente di donare un credito d'imposta pari al 65 dell'importo donato, che può essere utilizzato per la manutenzione, la protezione e il restauro di beni culturali pubblici.
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