Il cardinale Severino Poletto ha inaugurato ieri mattina la fine dei restauri del Santuario della Consolata, cuore della devozione torinese. Nell'occasione è stato presentato il volume La Consolata. Arti e mestieri. La civiltà della preghiera, curato da Andreina Griseri e Franco Peradotto ed edito da Allemandi, storia e memoria delle varie fasi dei lavori. Lavori finanziati in gran parte dalla Fondazione Crt, che ha erogato dall'inizio dei lavori nel maggio 1999 al marzo di quest'anno quasi tre milioni di euro. Il grosso degli interventi realizzati dal laboratorio di Antonio Rava si era concluso già nel 2003, da ultimo si sono portati a termine interventi nelle sacrestie. Per completare l'opera non manca che il restauro del chiostro del santaurio e di parti dell'antica chiesa di Sant'Andrea, nucleo originario del complesso. «Abbiamo il compito di custodire ciò che è stato fatto di bello nel passato. Anche le immagini che, come ha detto il Santo Padre durante la presentazione del nuovo Compendio, parlano, proprio come questa che veneriamo alla Consolata», ha affermato il Cardinale. Aggiungendo poi: «La Conferenza episcopale del Piemonte stringerà presto un'intesa con le Soprintendenze per il restauro dei beni artistici religiosi: l'intesa sarà felice se si metterà olio e non sabbia negli ingranaggi». Parole che potevano fare presagire una velata polemica, subito stemperata dalla convinzione «che si stia lavorando in sintonia con le istituzioni. Solo un buon rapporto con le soprintendenze permette una realizzazione efficace e rapida dei lavori». L'assessore regionale Gianni Oliva, presente in sala, ha messo in evidenza i rischi insiti nella nuova Finanziaria: «Si prevede che d'ora in poi gli enti pubblici possano utilizzare fondi di investimento solo per il restauro degli edifici pubblici. Facciamo attenzione, perché le chiese non sono tali, appartengono per lo più alla Curia. Sarebbe bene ottenere una deroga alla legge». «Abbiamo creduto in questo recupero, tra storia, senso civico e fede. Anche perché le fondazioni bancarie sono convinte che si possa promuovere lo sviluppo del territorio attraverso la valorizzazione degli antichi mestieri, tra questi proprio il restauro», ha detto il presidente della Fondazione Crt Andrea Comba, che sedeva al tavolo dei relatori (fra gli altri anche la soprintendente per il Patrimonio storico artistico Carla Enrica Spantigati, Andreina Griseri e il rettore della Consolata Franco Peradotto). Spantigati ha aggiunto che «durante i lavori sono emersi temi delicati dal punto di vista del restauro, perché il santuario ha attraversato nella sua storia varie stratificazioni e modifiche». Alcune parole sono state dedicate al volume, in cui corrono parallele la storia dei lavori e della devozione. Andreina Griseri dedica un capitolo proprio all'icona della Consolata, in cui si fa cenno a una scoperta da lei rivelata: «Prima del dipinto più celebre della Madonna con il Bambino, opera di Antoniazzo Romano giunto nel 1485, è provata la presenza nella chiesa di una scultura di Maria uscita dal cantiere di Giacomo Jaquerio e poi scomparsa». Al termine dell'incontro il Cardinale ha donato a tutti coloro che sono intervenuti nei restauri una medaglia della Consolata, tratta da un'effigie coniata nel 1706.
Oliva: restauri sacri a rischio con i tagli della Finanziaria
Ieri mattina, il cardinale Severino Poletto ha inaugurato la fine dei restauri del Santuario della Consolata a Torino. Il volume "La Consolata. Arti e mestieri. La civiltà della preghiera" è stato presentato in occasione. I lavori sono stati finanziati in gran parte dalla Fondazione Crt, che ha erogato quasi tre milioni di euro. Il grosso degli interventi è stato realizzato dal laboratorio di Antonio Rava e si è concluso già nel 2003. Per completare l'opera, si stanno lavorando al restauro del chiostro e di parti dell'antica chiesa di Sant'Andrea. Il cardinale ha affermato che il compito è quello di custodire ciò che è stato fatto di bello nel passato.
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