L'associazione ambientalista interviene sul progetto dell'hotel Ilaria: «Comune e Opera delle Mura ci ripensino» LUCCA. «Ci vorrebbe un po' più di sensibilità culturale nei confronti di porta San Gervasio, è uno dei monumenti più suggestivi del centro storico e non penso che l'utilizzo migliore si possa ottenere realizzando delle camere d'albergo». Così il presidente di Italia Nostra, Antonio Giannoni, commenta il progetto che prevede appunto la realizzazione, all'interno della struttura, di cinque camere d'albergo e di un salone a uso pubblico. Un progetto pensato e realizzato dall'hotel Ilaria che, semmai arrivasse l'ok del Comune (proprietario dei circa 200 metri quadri interessati dall'intervento), dell'Opera delle Mura e della Soprintendenza, potrebbe dare il via ai lavori di ristrutturazione. «Alla base dell'iniziativa - spiega in una nota il direttivo dell'associazione ambientalista - starebbe l'impossibilità per il Comune di reperire le risorse finanziarie necessarie per qualsiasi intervento volto ad assegnare a quella porzione del monumento una funzione totalmente pubblica e la volontà della stessa amministrazione di recuperare la torre ponendo fine allo "stato di desolazione" in cui si troverebbe ma invitiamo il Comune e l'Opera delle Mura a rimeditare attentamente l'opportunità di portare avanti questo progetto. Quei duecento metri quadrati dentro porta San Gervasio sono l'unica porzione dell'antico monumento ancora intatta e in mano pubblica». L'intervento del direttivo di Italia Nostra punta anche sul fatto che i lavori, almeno nell'immediato, non siano poi così necessari. «Grazie al completo restauro effettuato negli anni 20032004 che vide, tra l'altro, la ricostruzione delle coperture e dei solai in legno - spiegano dal direttivo - i locali in cui quella superficie è suddivisa sono adeguatamente protetti e in grado di attendere senza alcun danno che tempi propizi offrano l'occasione per uscire dalla segnalata desolazione, che non è degrado ma solo la nudità connessa al non uso, almeno per quanto può vedersi dalle fotografie, successive al restauro, pubblicate sul sito del Comune. Non c'è alcuna necessità di ricercare, ora e subito, un utilizzo. Meno che mai un utilizzo che consegna la quasi totalità del bene all'interesse del privato per una destinazione che, quale quella alberghiera, obbliga a ridisegnare gli spazi e a costruire impianti fissi specifici, cancella l'idea stessa dell'originaria funzione del monumento - di cui quei locali rappresentano l'unica testimonianza rimasta - e condiziona di fatto, per il costo di una restitutio in pristinum, il futuro del dopo concessione». Italia Nostra, si legge ancora nella nota, definisce «impropria ed improvvida l'iniziativa assunta dall'Opera delle Mura e si chiede come mai l'amministrazione non abbia ricercato, sulla base di un progetto coerente alla rilevanza storica del monumento, il coinvolgimento di enti quali le fondazioni bancarie, che si sono sempre dimostrate disponibili a interventi volti alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio culturale».