I romani costringono l'amministrazione a rivedere il progetto delle isole ecologiche e dei cassonetti interrati. Sono iniziate ieri le procedure per "tappare" la grossa buca in via Capponi realizzata qualche settimana fa per posizionare l'isola di cassonetti interrati per la raccolta differenziata lungo il muro del palazzo arcivescovile. I resti di una domus romana riaffiorati durante i lavori di scavo hanno modificato i piani di Palazzo Gambacorti. Per preservare quella che è stata identificata con la casa di una famiglia aristocratica dell'età imperiale, l'isola ecologica non sarà più realizzata a ridosso del muro dell'Arcivescovado. La decisione è stata assunta lunedì scorso al termine di un sopralluogo dei responsabili della direzione regionale per i beni culturali e di quelli della Sovrintendenza pisana. Recuperati i vari suppellettili emersi durante i lavori e depositati nei locali della Sovrintendenza ai beni archeologici, ieri sono iniziate le procedure per coprire lo scavo. Pisamo dovrà adesso individuare, nella stessa area, un nuovo sito per la realizzazione dell'isola ecologica e per la collocazione dei cassonetti interrati. Reperti risalenti alla fine del Cinquecento sono invece stati scoperti in piazza Carrara dove, a differenza di via Capponi, procedono i lavori per la costruzione dell'isola ecologica e l'installazione dei moderni cassonetti. Gli scavi, dopo un momentaneo stop, sono ripresi sotto la sorveglianza di alcuni archeologici e degli esperti della Sovrintendenza. I reperti riaffiorati dal sottosuolo sono stati prelevati e messi al riparo e saranno oggetto di studi e catalogazione. Danilo Renzullo
PISA La domus romana blocca i lavori per i cassonetti
I lavori per la realizzazione dell'isola ecologica e dei cassonetti interrati lungo il muro del palazzo arcivescovile sono stati fermati a causa della scoperta di resti di una domus romana. La decisione di non realizzare l'isola ecologica a ridosso del muro è stata presa per preservare la casa di una famiglia aristocratica dell'età imperiale. I reperti riaffiorati sono stati recuperati e messi al riparo e saranno oggetto di studi e catalogazione. I lavori sono stati ripresi in un'altra area, in piazza Carrara, dove è stata scoperta una zona con reperti risalenti alla fine del Cinquecento.
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