LA ruspa sbanca un pezzo di collina proprio a ridosso del molo. Il martello pneumatico lotta contro la roccia e cerca di farsi strada, metro dopo metro. Capraia è rimasta scorbutica e selvaggia, poco costruita e scomoda. Un nuovo cantiere lì è qualcosa che non passa inosservato. Infatti il professor Giovanni Capecchi, toscano, docente di Letteratura italiana all'Università per Stranieri di Perugia, ha scritto una lettera aperta al sindaco dell'isola: «Dal 2008 vengo a Capraia piuttosto regolarmente: soprattutto in estate, ma anche almeno per un breve soggiorno in inverno e in primavera. Ho comprato una piccola casa, perché sono stato conquistato dalla bellezza dell'isola: dalla forza rigenerante della natura, dal silenzio, dai colori, dal cielo che grazie a un ridotto inquinamento luminoso sembra avere più stelle che altrove. Quando il traghetto si avvicina al molo per l'attracco, vengo tutte le volte abbracciato dal profumo dell'isola. L'ultima volta, invece, mi ha accolto il rumore delle ruspe e del gigantesco martello pneumatico con il quale viene mangiata la montagna per far posto ad un edificio con appartamenti e spazi commerciali». Il professore lo definisce uno scempio. Si tratta di un edificio di quattro appartamenti e tre negozi. Diciamo subito che non è un problema di autorizzazioni, quelle ci sono, la licenzia edilizia è stata concessa dal Comune a un imprenditore livornese, Giovanni Vignoli che come spiega il primo cittadino Gaetano Guarente «ha fatto diversi investimenti sull'isola in case vacanze e residence ». Il complesso in costruzione è in vendita. Sulla vicenda, mesi fa è intervenuta Legambiente denunciando «la ferita inferta al paesaggio». Cosa risponde il sindaco dell'isola che fa parte del Parco dell'Arcipelago toscano? «Che sono stanco degli intellettuali da salotto e non me ne può fregar di meno dell'indignazione di un professore che magari viene qui sull'isola per dieci giorni l'anno sbotta Guarente, area centrodestra, a capo di una giunta guidata da una lista civica che raccoglie però uno schieramento molto ampio - Negli ultimi sette anni a Capraia abbiamo costruito in nuove edificabilità appena mille metri quadrati, l'80 per cento di quest'isola è parco nazionale. Della vecchia colonia penale siamo finora riusciti a recuperare dopo una lotta ventennale soltanto qualche insediamento agro-silvo-pastorale per uno che alleva pecore e capre e una struttura dove è stata fatta una cantina vinicola. Tutto qui». Sì, ma quel nuovo insediamento era così necessario? «Le ripeto: in sette anni abbiamo costruito mille metri quadrati» ribadisce il sindaco. Scrive Capecchi: «Come è possibile autorizzare un intervento del genere in un'isola che fa parte di un Parco, in una Regione che si dichiara sensibile alle questioni ambientali, in un Paese che dovrebbe preservare la risorsa più importante che ha, vale a dire il paesaggio, insieme ai beni artistici e architettonici? Come ha potuto chi si occupa della tutela del territorio, a partire dalla Soprintendenza, esprimere un parere favorevole a questo che non esito a definire uno scempio?». E qualche riga sotto prosegue: «Come è possibile anche solo pensarlo un tale intervento? A Capraia non c'è bisogno di nuove costruzioni: ci sono molte case da recuperare, ci sono addirittura interi complessi chiusi e cadenti da anni. Ma ammettiamo che ci fosse la necessità di un nuovo edificio: come si è arrivati a prevederlo in quel punto? Sul molo, a quindici metri dal mare e con la necessità, per tirarlo su, di sventrare la montagna, di scavare una roccia antica quanto è antica Capraia?». L'area che ospiterà le nuove case non fa parte del parco, ma dell'abitato e quindi ha deciso il Comune.
Polemica a Capraia sulla collina scavata per case e negozi
Il professore Giovanni Capecchi ha scritto una lettera aperta al sindaco di Capraia, Gaetano Guarente, per denunciare la costruzione di un nuovo edificio con appartamenti e negozi sul molo dell'isola. Capecchi definisce l'intervento uno scempio e chiede come sia stato possibile autorizzare la costruzione in un'isola che fa parte di un Parco nazionale. Il sindaco Guarente risponde che non è un problema di autorizzazioni, ma piuttosto di investimenti sull'isola da parte di un imprenditore. Guarente afferma che non si preoccupa degli intellettuali da salotto e che l'isola ha bisogno di nuove costruzioni.
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