E LA promozione dell'approccio cosiddetto della "well being culture", tutt'altro che velleitario, appare invece come un serio strumento alternativo per la prevenzione e per la sostenibilità dei costi sociali. Ma per arrivare alle politiche, attive proprio come è accaduto in Finlandia, serve passare dai progetti e dalle prassi concrete. Vediamo allora, in proposito, cosa succede in città. Il successo delle "operazioni cultura" promosse al Sant'Anna, non è sfuggito a nessuno: a partire da "Nati con la Cultura" il passaporto culturale per tutti i nuovi nati, fino ad arrivare all'azione di pittura collettiva per la rigenerazione della day surgery, che ha coinvolto pazienti e personale, l'ospedale simbolo di Torino è diventato il primo e più efficace testimonial della felice unione tra arte, creatività e salute. Ma c'è molto altro. Nel corso degli anni, i musei di Torino, e Palazzo Madama in particolare, hanno sostenuto la ricerca sugli effetti benefici dell'arte sulla mente e sul corpo dei pazienti e dei caregivers, allo scopo di contribuire ad individuare nuovi e alternativi percorsi di cura. Guidate dalla fiducia nell'arte come mezzo per accrescere il benessere delle persone, le istituzioni culturali cittadine non solo hanno rivolto la massima attenzione all'accessibilità della fruizione culturale, ma hanno promosso e realizzato progetti con pazienti che erano affetti da diverse patologie invalidanti. What's next? Qualcosa cui intendiamo rivolgere un'attenzione speciale. Nel 2017 si celebreranno i 100 anni dalla pubblicazione del saggio sulla paralisi agitante, meglio conosciuta come il morbo di Parkinson: in vista di questo anniversario, per l'anno 2016 Palazzo Madama promuoverà un progetto dedicato a questa grave disfunzione, molto diffusa al punto che in Italia in questi ultimi anni colpisce oltre 230mila persone . Anche stavolta, l'obiettivo è di abbattere, attraverso gli strumenti della creatività e dell'arte, della relazione e della partecipazione, i confini imposti ai malati e ai loro cari dal concetto "clinico" di cura. Convinti come siamo, e come sempre più la scienza stessa sta dimostrando, che riunire in questo caso, sotto il segno della bellezza - la mente e il corpo (e insieme la scienza medica e le discipline umanistiche), magari anche con il contributo delle tecnologie più innovatite, sia la strada maestra per riportare il paziente, o meglio, l'Uomo, al centro.