I Comuni di Pomarance e Volterra si erano opposti, ma è stato inutile: i pozzi geotermici saranno due POMARANCE. Ormai la strada per le perforazioni geotermiche vicino al Masso delle Fanciulle sembra spianata, malgrado il tentativo di bloccare l'operazione da parte dei Comuni di Pomarance e Volterra, la Soprintendenza e i comitati di cittadini. «La Regione ha già detto che si appellerà al concetto di utilità pubblica, dando il via libera di fatto al progetto», ha detto il sindaco di Pomarance, Loris Martignoni, dopo la riunione dell'altro giorno in Regione tra gli enti coinvolti nella procedura di Valutazione d'impatto ambientale (Via) in cui è stato dato l'ok alla variazione del programma di lavori richiesto dall'azienda che ha presentato il piano. «La Via era stata già sostanzialmente concessa - dice ancora Martignoni - ma dopo la riunione di venerdì potranno scavare non più fino a 1.200 metri di profondità, bensì a 2.200 metri». Saranno due i pozzi geotermici nell'area della concessione denominata "Mazzolla Volterra", nel territorio di Pomarance e Volterra, a un paio di chilometri dall'oasi naturalistica della Valdicecina. Uno scempio secondo i comitati che a più riprese hanno tentato di ostacolare il progetto, presentando osservazioni anche all'ultima riunione in Regione, rafforzate dalle due amministrazioni coinvolte e la Soprintendenza che hanno dato parere negativo. «Volterra ci ha delegato a rappresentarli - riprende Martignoni - e per entrambi i Comuni la posizione era chiara. Apertura alla geotermia in generale, ma non in zone che abbiamo sempre considerato da preservare. L'area in cui saranno realizzati i pozzi è prevalentemente nel nostro territorio. E il progetto non è conforme al regolamento urbanistico di Pomarance. Ma questo non ha impedito alla Regione di considerare fattibile l'operazione. Si tratta di energia, un settore strategico per il Paese. E ciò permette a Regione e Governo di appellarsi alla pubblica utilità, passando sopra alla volontà di enti locali e cittadini. Ora sarà solo una questione di tempi tecnici per dare il via all'iter definitivo. A meno che non vengano presentati ricorsi al Tribunale amministrativo regionale (Tar). Eventualità che Martignoni non prenderà in considerazione. «Non presenteremo ricorsi - afferma - Come avevamo già affermato, questa è una vicenda in cui ognuno dovrà assumersi le sue responsabilità. La Regione è un ente a noi superiore. Ha deciso di dare l'autorizzazione alla ricerca geotermica in un'area naturalistica di così grande valore. Ed è giusto che ne risponda. Non credo che ci saranno particolari problemi strutturali e operativi, anche se lì vicino ci sono i pozzi di Asa nell'alveo del Cecina per il servizio idrico di tutta la valle. A noi interessava difendere una zona unica dal punto di vista paesaggistico. Ma evidentemente le nostre osservazioni non sono state rilevanti per la Regione».