Il Comitato difensori della Toscana studia le carte per un'ultima azione legale contro la geotermia nell'oasi naturalistica di Pomarance e Volterra POMARANCE. Un ricorso straordinario al presidente della Repubblica sembra l'ultima speranza del Comitato difensori della Toscana per evitare che vicino al Masso delle Fanciulle si comincino a scavare due pozzi per esplorazioni geotermiche a 2.350 metri di profondità. Considerato il sostanziale via libera dato dalla Regione nella riunione di venerdì in cui si doveva valutare la richiesta della società Gesto (che ha proposto il progetto), ora non resta che quest'ultimo tentativo legale per difendere l'oasi naturale situata nei territori di Pomarance e Volterra. "Dobbiamo ancora ricevere il verbale della seduta di venerdì - dicono dal Comitato - e analizzare a fondo le carte con i nostri legali. Ma è certa la nostra intenzione di provare qualsiasi cosa per impedire questo scempio". Il ricorso al Tribunale amministrativo regionale (Tar) è escluso, visto che sono scaduti i termini per presentarlo. Resta quello alla massima carica dello Stato, anche se ci sono di mezzo le spese legali che per un gruppo di cittadini non sono così semplici da sostenere. "Ci siamo sempre autofinanziati per la nostra attività - spiegano al Comitato - Abbiamo organizzato cene, raccolte fondi, calendari per cui chiedevamo contributi. Ora invieremo lettere ai componenti della nostra mailing list che ha 200 contatti per provare a trovare un po' di risorse per i costi che, eventualmente, dovremo sostenere per quest'ulteriore e probabilmente ultima azione legale". Anche perché il Comune di Pomarance ha già annunciato di non essere intenzionato a fare ricorsi. "Abbiamo già detto tutto quello che dovevamo nelle sedi opportune - ha sottolineato il sindaco Loris Martignoni - Eravamo e continuiamo a essere contrari non alla geotermia, ma a esplorazioni che possono minare il paesaggio di una zona preziosa dal punto di vista ambientale e naturalistico come il Masso delle Fanciulle. Ora è bene che chi ha deciso, in questo caso la Regione, si assuma le proprie responsabilità". Ma su questo aspetto proprio il Comitato difensori della Toscana ha da obiettare all'amministrazione comunale pomarancina di "aver espresso parere favorevole al progetto". E in effetti, nella delibera 992 del 19 ottobre 2015 , a pagina 4 si legge: "Preso atto che la Soprintendenza per i beni architettonici, paesaggistici, storici, artistici ed etnoantropologici di Pisa e Livorno ha espresso parere negativo" e "che la Commissione per il paesaggio del Comune di Pomarance ha espresso unanime parere favorevole in quanto non risulta un'alterazione permanente dei luoghi". Ricerche geotermiche sull'Amiata, ecco le proroghe Nonostante le proteste dai territori, la Regione concede altri due anni ai progetti "Cinigiano", "Murci" e "Poggio Montone" Insomma, una storia intrigata che sembra volgere alla sua conclusione con il via libera alle trivelle posizionate nel podere di Sant'Antonio, a circa due chilometri dal Masso delle Fanciulle in un'area dove sono già presenti pozzi di Asa per l'approvvigionamento idrico della Valdicecina. In quel punto, infatti, corre il fiume Cecina, dalle cui acque la Gesto intende attingere per soddisfare il bisogno idrico necessario per l'attività di ricerca del serbatoio geotermico che la società prevede di trovare a una profondità di circa 2.000 metri. La speranza è, se dovesse fallire anche l'ultima azione legale dei cittadini, che una zona meravigliosa come il Masso delle Fanciulle non venga deturpata come troppe volte è accaduto in Italia in situazioni del genere.
Ricorso a Mattarella per salvare il Masso delle Fanciulle
Il Comitato difensori della Toscana sta studiando le carte per un'ultima azione legale contro la geotermia nell'oasi naturalistica di Pomarance e Volterra. Il progetto, proposto dalla società Gesto, prevede la realizzazione di due pozzi per esplorazioni geotermiche a 2.350 metri di profondità. Il Comitato ha già presentato un ricorso al presidente della Repubblica, ma il Tribunale amministrativo regionale (Tar) non è più in grado di esaminarlo. Il Comitato sta cercando di trovare risorse per sostenere le spese legali.
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