La vicesindaco: «Lo strappo con Fondazione Cab arriva dopo l'addio dato a Goldin» Se Fondazione Cab ha deciso di non versare più un euro a Brescia Musei «la colpa è dell'ex sindaco Paroli, il quale ha licenziato Marco Goldin per portare in città Brunello e Artematica, «che hanno truccato i numeri delle mostre, con un danno economico di quasi un milione, ancora da recuperare». Dopo le accuse dell'ex primo cittadino sull'attuale gestione di Fbm, arriva la replica al vetriolo della vicesindaco Laura Castelletti. Le sue sono «lacrime da coccodrillo», dice, visto che lui stesso «commissariò la Fondazione, lasciandola di fatto senza una guida culturale e la città all'oscuro di ogni decisione». «La dannosa e irreversibile decisione di Fondazione Cab di non mettere più un euro nella Fondazione Brescia Musei e il "licenziamento" di Marco Goldin (simbolo della politica di Fondazione Cab) hanno un solo responsabile con un nome e un cognome noti: Adriano Paroli». La vicesindaco Laura Castelletti rimanda al mittente, l'ex sindaco di centrodestra, l'attacco alla gestione di Fbm e non usa mezzi termini: «Paroli ha una bella faccia tosta a farci la paternale su come gestire i rapporti e i bilanci di Fbm, visto che Fondazione Cab era già estromessa proprio dalla sua giunta». Fondazione Cab è fuori da Bresciamusei e lo scontro sul piano politico si accende. Castelletti parla di «lacrime di coccodrillo» di Paroli. «In cerca del consenso di un mondo che non gli ha perdonato le scelte del passato» e cita il caso delle dimissioni di Agostino Mantovani, all'epoca uomo chiave di Fondazione Cab, da presidente di Fbm, proprio in polemica con l'allora sindaco «dopo una serie di riunioni burrascose». E subito dopo, ricorda, Paroli aveva scelto di commissariare Fbm «fatto grave» sottolinea Castelletti come l'addio (con polemica) a Goldin e alle Grandi mostre e cita poi la «sciagurata idea di Paroli» di affidare a Brunello e ad Artematica la politica delle mostre in S.Giulia. «Una scelta per la quale paghiamo ancora oggi le conseguenze, in termini di danno economico e d'immagine della città» dice Castelletti, che parla anche di un lascito politico-amministrativo fatto di «numeri truccati, truffa, con quasi un milione di euro ancora da recuperare». E le scuse ai bresciani non sono mai arrivate, da chi doveva vigilare «e oggi fa la morale su come gestire i rapporti con le fondazioni, parla di partecipazione e coinvolgimento della città, mentre per un anno ha commissariato Fbm, lasciandola senza una guida culturale e strategica e la città all'oscuro di ogni decisione». Intanto, ricostruisce Castelletti, Fondazione Cab, che aveva investito nel patrimonio museale con più di 25 milioni di euro a Brescia Musei, aveva deciso di «chiudere i rubinetti» (nemmeno un euro alla Fondazione e neppure al Comune) e di dirottare le risorse al restauro di Santa Maria della Carità e al Vittoriale, ma nonostante tutto («è tutto certificato») aveva messo una cifra a sei zeri per rinforzare la sua presenza in Fbm. Offerta «sdegnosamente» rifiutata da Paroli. E all'inizio del suo mandato si è anche consumata la rottura tra i vertici del Comune e Fondazione Cab. Poi il caso Artematica, il percorso giudiziario e una commissione per accertare responsabilità e fare chiarezza. Paroli ha sollevato anche il tema dell'ingresso della Provincia in Fbm («era condivisibile quando si cominciava a ragionare sullo statuto»), un ingresso che «guardiamo con favore» dice la vicesindaco, che definisce però le critiche di Paroli «deboli e pretestuose, tipiche di chi segue distrattamente gli eventi, ma poi vuol dire sempre la sua». La collaborazione tra l'assessorato alla Cultura, Brescia Musei e la Provincia c'è, un esempio è la bigliettazione unica per la mostra di Palazzo Martinengo (Le vedute di Venezia) e di Chagall. Castelletti smentisce le parole dell'ex sindaco («l'anno scorso con Expo la Loggia ha sdegnosamente respinto la proposta di bigliettazione unica»): «gli sfugge un dato fondamentale, Brixia Light Box, nel percorso archeologico in Palazzo Martinengo, ha ingresso gratuito, non inseribile in una bigliettazione a pagamento come la nostra, Paroli pare ignorare anche che per la prima volta, grazie all'impegno di Brescia Musei, Brescia si è presentata come un unico itinerario archeologico provinciale». Insomma, polemiche «pretestuose e inconsistenti» per Castelletti quelle dell'ex sindaco: «Paroli cominci piuttosto ad assumersi la responsabilità di azioni e omissioni e relative conseguenze e strascichi fatte da lui e dalla sua Giunta nella vicenda Brescia Musei e smetta di delegare ad altri la ricomposizione dei cocci lasciati sul terreno. Ci lasci lavorare, ma soprattutto si lasci lavorare Fbm». E ancora: «Ricordi bene e non solo lui che l'unica opinione davvero importante sarà quella della città».
Castelletti: I mali di Brescia Musei? Colpa di Paroli e delle mostre truccate
La vicesindaco Laura Castelletti ha risposto duramente all'ex sindaco Adriano Paroli, accusandolo di aver commesso errori nella gestione della Fondazione Cab e di aver danneggiato la città di Brescia. Castelletti afferma che Paroli ha licenziato Marco Goldin, un importante dirigente della Fondazione, e che ha commesso scelte culturali sbagliate, come affidare le mostre a Brunello e Artematica. La vicesindaca sostiene che queste scelte hanno avuto conseguenze negative, come un danno economico di quasi un milione di euro, e che Paroli non ha mai offerto scuse ai cittadini.
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