«Fondazione Cab è insostituibile, senza, Brescia musei è morta». L'ex sindaco Adriano Paroli attacca le scelte dell'Amministrazione Del Bono perché si cambia lo statuto e si fa un nuovo contratto di servizio con Brescia musei e «nessuno parla con la Fondazione Cab? È una superficialità immensa o invece una volontà chiara di voler escludere la Fondazione?» si chiede Paroli, «non voglio e non posso pensarlo per il sindaco, ma che sia stata volontà di qualcuno è evidente». E ancora: è per totale superficialità o per una precisa volontà? Conclude che in entrambi i casi è un fatto molto più grave di quel che emerge, perché «è una censura del mecenate della città, di persone che non meritano questo». Ricorda che sono stati impiegati tre anni per fare lo statuto e il contratto di servizio di Brescia musei e adesso vien fuori che questo impedisce a Fondazione Cab, ma anche a Camera di commercio, che è stata un elemento propulsivo di molte iniziative, di esserne parte. Paroli critica la gestione attuale di Brescia musei. Fa un esempio: «Da più di un anno il Castello è stato ceduto a Brescia musei e non ho ancora visto una sola idea». Ricorda che Brescia musei è nata come «un'unicità in Italia», da sindaco l'ha ereditata, quando, nel 2008, è arrivato alla guida di palazzo Loggia dopo l'ex sindaco Paolo Corsini. Era il momento delle grandi mostre di Goldin, «Brescia musei era una delle poche realtà che abbia saputo coniugare pubblico e privato e il mio mandato era continuare con le mostre. Adesso senza Fondazione Cab, che per Brescia e le mostre ha messo circa 25 milioni, non c'è più neppure Brescia Musei, perché la Fondazione fa parte della sua storia, anche se potesse mettere solo un euro o zero euro, il suo marchio c'è. Sostenere che queste realtà, Fondazione Cab ma anche Camera di commercio non hanno messo un soldo vuol dire non aver capito la storia culturale della città». E cita l'inaugurazione della Chiesa dei Miracoli restaurata, il suo grazie al presidente Folonari «la vostra carità è davvero immensa, gli ho detto, restaurare una chiesa, pur facendolo in autonomia, era comunque un intervento nell'ambito dei musei della città». Paroli ricorda che Fondazione Cab non è opera sua, «l'ha fatta Paolo Corsini e l'ha fatta bene, il lavoro a S.Giulia è stato possibile grazie alla Fondazione e a Brescia musei e le mostre di Goldin hanno fatto grandi numeri». Ricorda anche nel suo mandato la mostra con Artematica. Al di là delle questioni penali, dice, significava avvicinare i visitatori alle grandi mostre, come con la mostra di Daimler, «una mostra unica in Italia». Brescia musei adesso chiede alla Provincia di entrare, poteva essere condivisibile, secondo l'ex sindaco, quando si è cominciato a ragionare sullo statuto, ma «meno di un anno fa per Expo era stata data la disponibilità ma è arrivato il no del direttore». Fuori Fondazione Cab, fuori Cdc. «L'amministrazione dovrebbe ammettere di aver sbagliato». E adesso? «Si metta mano allo statuto, se arrivano nuovi soci ben vengano, ma perché Fondazione Cab deve restare fuori, è una presenza laica che va rispettata, è sempre stata importante per la città, è insostituibile, se ci sono problemi si adegui lo statuto. E si chieda scusa alla Fondazione Cab, sarebbe il gesto giusto di un'amministrazione illuminata, si chieda scusa e si riparta».