Se è vero che sarà la Fondazione Musei a occuparsi per vent'anni o giù di lì anche della vita del Castello,il primo gesto da parte del nuovo organismo dovrebbe essere quello di decidere le persone fisiche la persona fisica in grado di interpretare a fondo la situazione attuale. Il nuovo consiglio di amministrazione dovrebbe prioritariamente dedicarsi a quella scelta: che dovrà essere una scelta professionale, in libera sintonia con i tempi, senza naturalmente escludere scelte bresciane perché io penso che oggi non si possono escludere. Un consiglio ricco di voci, dunque, una direzione che ha già dimostrato di essere in sintonia con il da farsi, uno staff progettuale da individuare con spirito di modernità e duttilità. Perché il problema è sopratutto qui. Gli uomini, o le donne, di provata capacità organizzativa e indipendenza culturale. Meglio se con conoscenza del terreno e con solidi rapporti nell'ambiente nazionale e internazionale. A guardare bene verso il castello anche dal terrazzo di casa mia quello è un luogo che durante i mesi freddi può ospitare con molto maggiore frequentabilità le occasioni di studio, di incontri, di silenzio. Quello stesso luogo, nei suoi spazi aperti, offre suggestioni a non finire a tutte le discipline. Non dico che nulla sia stato fatto dal dopoguerra ad oggi: anche momenti spettacolari con buona affluenza di pubblico. Ma, come sempre è accaduto, non si è riusciti a puntare sulla continuità. Ora c'è la Fondazione, che non sta ancora respirando benissimo, ma almeno per i prossimi vent'anni sarà una bella carta da giocare per la città, purché sia giocata con lo sguardo lungo per non cadere al primo cambio di assessore. E si ha l'impressione che, una volta superato il rimescolio di vecchi metodi qualche cosa questa volta prenderà la luce. A pensarci bene, non è che i bresciani abbiano avuto finora un gran feeling con il loro superbo castello. E sì che la posizione dominante sulla città avrebbe potuto suggerire molto di più in molte direzioni. Ma a scorrere con la memoria il secondo dopoguerra, è difficile ricordare periodi di bella frequentazione organizzata, se non quelli occasionali, legati a ricorrenze temporanee o isolati come cinema all'aperto o improvvisate manifestazioni popolari. Certo, ci si è provato con lo zoo, che segni di continuità li aveva dati per diversi anni, o con quel festival del circo che riempiva l'estate del castello di novità eterogenee che hanno portato per alcuni anni fiumane di pubblico coloratissimo e proiettato la città sui mezzi di comunicazione per vivacità, bellezza del luogo e la novità dell'idea. È importante partire con il piede giusto e garantirsi come Fondazione prescrive e tutti i bresciani si aspettano programmazione in tempi lunghi e qualità di progetti.
Brescia. Dare continuità al colle Cidneo
La Fondazione Musei sarà responsabile della gestione del Castello per i prossimi 20 anni. Il nuovo organismo dovrebbe scegliere un consiglio di amministrazione con una direzione ricca di voci e una staff progettuale moderna e duttile. La scelta dovrebbe essere basata su capacità organizzativa e indipendenza culturale, con conoscenza del terreno e solidi rapporti nazionali e internazionali. Il Castello offre spazi aperti che possono ospitare occasioni di studio, incontri e silenzio, e potrebbe essere utilizzato per la programmazione a lungo termine. Tuttavia, la città di Brescia non ha avuto un buon sentimento per il Castello nel passato, e ci sono stati pochi periodi di frequentazione organizzata.
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