Nella mia invidiabile posizione di pensionato, dopo aver ascoltato in vari ambienti pareri diversi fra loro, posso esprimere liberamente il mio pensiero senza timore alcuno di ritorsioni. Ed è questo il caso per quanto riguarda la diffusa insofferenza, per non dire decisa opposizione, sia alle avvenute due riforme del Ministero per i Beni Culturali ed il Turismo sia alle ventilate future disposizioni a proposito della fine dell'archeologia preventiva. In questa situazione, così come in molte altre del genere verificatesi in passato, la difficoltà principale che si oppone al canalizzare ed unificare, almeno nel più generale coordinamento delle azioni di denuncia e di protesta, è quella dell'identificazione della titolarità dell'opposizione stessa. Si hanno, oggi, diverse realtà associative che hanno animato la protesta finora espressa; ed aleggia il timore che di questa protesta qualcuno, eventualmente anche rappresentante di organi istituzionali attivi nelle dette condannabili riforme, possa assumere la testa, ricercando un tornaconto particolare oppure un assopirsi della rivendicazione. Credo, pertanto, che l'invito che un pensionato rivolge a tutti coloro che abbiano in animo di verificare, rendere più incisiva e duratura la protesta finora espressa non possa destare né diffidenza né timori. Quanti, dunque, abbiano in animo di riunirsi allo scopo di confrontarsi e discutere per giungere ad una comune ed effettiva azione unitaria di protesta contro la doppia riforma del Ministero sono invitati a ritrovarsi a Roma, piazza San Marco 49, secondo piano, presso l'Istituto Nazionale di Archeologia e Storia dell'Arte il giorno 22 marzo alle ore 10,30. Pier Giovanni Guzzo