L'assessore ai Lavori pubblici difende l'operato degli uffici e annuncia: "Il giardino è quasi pronto" GROSSETO. «Dell'esposto non sapevo nulla dice l'assessore comunale ai lavori pubblici, Giuseppe Monaci Certo siamo in un paese libero e i cittadini possono fare e dire ciò che vogliono ma devono anche assumersene le responsabilità». Monaci difende l'operato dell'amministrazione che ha deciso per l'abbattimento e ribadisce «l'estrema fiducia verso l'operato dei funzionari e del dirigente». «La storicità di un edificio non la stabiliscono le sensazioni ma organi preposti dello Stato, in questo caso la Soprintendenza sottolinea l'assessore I nostri uffici nel procedere hanno avuto le autorizzazioni di tutti gli organi preposti. Sono state fatte perizie e sono state accertate sia l'estrema pericolosità dell'immobile sia l'impossibilità di recupero. Viceversa non esistono argomenti a favore del mantenimento dell'edificio. Tra l'altro abbiamo scoperto che c'è anche una tesi di laurea in architettura in cui si giunge alle stesse nostre conclusioni, cioè che quella parte di fabbricato andava abbattuta». Intanto quei circa 3.000 metri quadrati tra il convento di San Francesco, l'attuale sede del Polo universitario, gli uffici dell'anagrafe e via Saffi giorno dopo giorno stanno cambiando volto. Procedono infatti spediti i lavori, partiti a gennaio, per la realizzazione di un giardino pubblico. Vialetti e aiuole sono già predisposti ed è molto probabile che entro la fine di marzo i lavori siano conclusi. «C'è da considerare il fattore pioggia dice Monaci ma se non è marzo sicuramente per aprile il giardino sarà pienamente fruibile con tutti gli arredi al suo posto». Il progetto esecutivo, approvato dalla giunta a dicembre, recupera lo schema dell'hortus conclusus dei frati, ospitato in quell'area almeno fino al primo ventennio dell'Ottocento, così come documentato dai disegni originali del '700 del colonnello Odoardo Warren. (s.l.)