GROSSETO Aprirà il 24 marzo la nuova Pinacoteca di Grosseto, e con essa l'intero "condominio culturale" voluto dal Comune di Grosseto nell'ex convento delle Clarisse, storico palazzo che sorge in via Vinzaglio. Il nascente polo progettato dall'assessorato alla cultura nel cuore del centro storico, ospiterà al piano terra attività e opportunità per i nuovi talenti, eventi, workshop e corsi. Al primo piano la Pinacoteca, il Cedav e il nuovo Istituto Grosseto Cinema. Al secondo piano la Collezione Ferretti, il MuseoLab e il patrimonio del Fondo Cardini, medievalista tra i più noti e direttore del Centro di Studi sulle Arti e le Culture dell'Oriente. Ormai la ristrutturazione è conclusa, l'allestimento alle battute finali e c'è la data dell'inaugurazione. La pinacoteca. La pinacoteca Clarisse Arte sorgerà al primo piano del palazzo delle Clarisse e sarà gestita dal Cedav della Fondazione Grosseto Cultura diretto dallo storico dell'arte Mauro Papa. Uno spazio atteso da anni e che ospiterà la collezione d'arte comunale inclusi i quadri del collezionista Tarquinio Tarquini, che ha formalizzato la donazione al Comune in data 16 febbraio. In arrivo anche un'ultima donazione di un quadro da parte del pittore Piero Ardenghi. La pinacoteca sarà inaugurata giovedì 24 marzo in concomitanza con l'apertura dell'intero "condominio culturale". A battezzarne la nascita sarà una grande mostra intitolata "Grosseto 900" che esporrà un'ampia selezione di opere d'arte realizzate nel secolo scorso e provenienti dalle collezioni del Comune di Grosseto e della Provincia. A settembre, una volta conclusa la mostra, le opere rimarranno in deposito nella struttura delle Clarisse, all'interno di una sala della pinacoteca dove saranno accessibili e consultabili dal pubblico. Accanto alle opere degli enti locali saranno esposte opere di privati che hanno deciso di lasciare sempre in deposito alle Clarisse una serie di pregevoli pezzi delle loro collezioni. Tra queste anche uno dei pochissimi dipinti futuristi che rappresentano Grosseto, di proprietà di Fondazione Grosseto Cultura e realizzato da Uberto Bonetti. La pinacoteca Clarisse Arte, voluta dal Comune sarà in pratica una struttura multidisciplinare che non si limiterà a costituire un luogo di conservazione e celebrazione del passato ma, dialogando e interagendo con altre componenti culturali cittadine a partire dalle altre realtà ospitate alle Clarisse, cercherà di creare un centro polivalente di attività intellettuali. Saranno trasferiti nelle Clarisse tutti i servizi del Cedav: biblioteca specializzata e archivio degli artisti, attività didattiche, laboratori sull'arte pubblica, mediateca. L'ingresso alla mostra "Grosseto 900" sarà gratuito; poi da ottobre il programma espositivo di Clarisse Arte si dividerà in due registri: grandi mostre a pagamento nel prestigioso settore della "Galleria" e mostre condivise, aperte alla città e ai suoi artisti, nel settore "Cantiere delle arti" che sarà sempre a ingresso gratuito. Le opere esposte nella mostra saranno circa 50-60 e tutte, una volta smontato l'allestimento, saranno conservate nella sala-deposito accessibile al pubblico. La pinacoteca comunale gestita da Fondazione cultura non ospiterà insomma un'esposizione permanente - a parte la donazione Tarquini - ma una serie di esposizioni che si ruoteranno per favorire la fruizione del patrimonio artistico in maniera vitale e diffusa. Start up. Al piano terra il condominio culturale ospiterà le "start up" culturali. La prima esperienza verterà sul fumetto e la volontà - spiega l'assessore Stellini - è quella di «avviare alcuni mesi sperimentali per raccontare alla città ciò che potrebbe essere e diventare dando voce ai nuovi talenti. Il debutto sarà firmato da uno dei più grandi fumettisti in circolazione che lavora per una grande casa editrice francese: sarà lui a illustrare la propria esperienza avviando la prima start up. Lo scopo è quello di scoprire se, da lì in poi, potrà nascere una prospettiva più a lungo termine, creare una scuola di fumetto e "fare impresa"». Collezione Ferretti. Da tempo ospitata alla Fattoria del Grancia dove ha sede dal 2000 l'Archivio regionale della riforma fondiaria, la collezione Ferretti all'ultimo piano è già praticamente pronta. Siamo alle limature finali: pannelli esplicativi, lampadine, allarme, internet. I quadri sono nel caveau del museo archeologico. A breve il trasloco. Collezione Luzzetti. È questo un tasto dolente nei rapporti tra l'amministrazione comunale e Gianfranco Luzzetti, antiquario d'origine grossetana che abita a Firenze. Cosa ne sarà della collezione da qui in poi? Difficile ancora da capire. Stellini, da noi contattata giorni fa per capire le sorti della collezione, ha comunque risposto subito che «le porte alla collezione restano sempre aperte. Penso che questo luogo ripristinato della città accoglierebbe in qualsiasi momento una grande collezione». E i soldi? Parte dei fondi per ristrutturare il condominio culturale derivano da un immobile, Casa Chiarini, che la Regione ha ceduto al Comune a condizione che i proventi fossero vincolati all'allestimento della collezione Ferretti e comunque a un'iniziativa di alto valore culturale. Un mese fa «ho presentato il progetto delle Clarisse alla Regione toscana - conclude l'assessore - Daremo il via alla vendita di Casa Chiarini e tutti i proventi andranno all'allestimento dell'immobile».