SONO già arrivati al Museo Egizio di Torino i 172 reperti prestati dalla Soprintendenza Pompei e dal museo archeologico nazionale di Napoli per il grande progetto espositivo "Egitto Pompei" distribuito tra Napoli, Pompei e Torino. Si comincia il 5 marzo nel capoluogo piemontese, con un'attenzione ai culti egiziani nei siti vesuviani, grazie a reperti come gli affreschi dal Tempio di Iside a Pompei o alle eccezionali coppe di ossidiana dalla Villa di San Marco a Stabiae e conservate all'Archeologico . In mostra al Museo Egizio anche la ricostruzione in 3D delle case pompeiane del Bracciale d'Oro e di Ottavio Quartio, decorata con statue che rimandano all'altra sponda del Mediterraneo. Dopo Torino, il 16 aprile arrivano nella Palestra grande degli scavi di Pompei sette monumentali statue con testa di leone della dea Sekhmet e la statua seduta del faraone Tutmosi III che per la prima volta usciranno dalle sale della collezione permanente del museo torinese. «Inaugureremo un'altra parte della Palestra grande - spiega il direttore generale Massimo Osanna - ma la mostra sarà dislocata attraverso le strade di Pompei, dove un itinerario permetterà di vedere anche le case 'egittizzanti' ». All'interno degli scavi verrà infatti tracciato un percorso egizio a partire dal Tempio di Iside. E poi il 16 maggio aprirà negli scavi la grande mostra "Mitoraj a Pompei", dopo il successo delle esposizioni delle giantesche opere alla Valle dei templi di Agrigento e ai Fori di Traiano. Sempre a Pompei, con la mostra 'Mito e natura', che potrà essere visitata dal 15 marzo, saranno aperte cinque nuove domus. «Si tratta - spiega Osanna della Casa di Giulia Felice, una grande dama pompeiana che si inventa una specie di Spa dell'antichità affittando la sua casa per eventi e terme, la Casa di Ottavio Quartio, la Casa della Venere in Conchiglia, chiamata così perché sul fondo del giardino ha un enorme affresco di Venere sdraiata in una conchiglia, la Casa del Frutteto e la Casa di Marco Lucrezio in via Stabia». Il 28 giugno, terzo capitolo della mostra con l'inaugurazione della nuova sezione destinata ai culti orientali all'Archeologico di Napoli e - dall'8 ottobre - la riapertura della sezione Egizia. «Un grande progetto scientifico che interesserà gli studiosi, ma anche il grande pubblico - dice il ministro dei beni culturali, Dario Franceschini - avere tre sedi espositive così importanti consente di mettere in rete tre istituzioni di eccellenza. È quello di cui abbiamo bisogno». Ieri a Roma, intanto, il ministro Franceschini, il presidente Vincenzo De Luca e il sindaco di San Tammaro, Emiddio Cimmino, hanno firmato, davanti al notaio, l'atto costitutivo e lo statuto della "Fondazione Real sito di Carditello ". Presidente è stata nominata Mirella Stampa Barracco, animatrice di Napoli 99. Sua figlia Chiara Barracco era entrata nel cda della Scabec in quota Regione a novembre 2015. «La Regione - annuncia De Luca - impegna 1,5 milioni che si vanno aggiungere ai fondi del Mibact, per rilanciare uno straordinario sito storico della Campania». La Fondazione - così come si legge nello Statuto - opera per la promozione della conoscenza, della protezione, del recupero e della valorizzazione del Real Sito di Carditello e delle relative aree annesse. (antonio ferrara)