Dal 1 marzo l'esposizione a cura del sovrintendente Parisi Presicce CUORE religioso e civile della Roma antica, crocevia di storie e leggende, musa di artisti come William Turner, che dalla sua cima osservò la città eterna ritratta in "Modern Rome Campo Vaccino", il Campidoglio è al centro di una mostra che dal primo marzo al 19 giugno ai Musei Capitolini ne racconterà "Mito, memoria, archeologia". Attraverso rari documenti d'archivio, dipinti, incisioni, sculture e reperti archeologici. L'arrivo a Roma dal Getty Museum della splendida veduta di Turner del 1839, che raffigura la città eterna con le sue chiese barocche e le antiche rovine immerse nella luce velata del tramonto, non sarà l'unica "prima volta". In mostra ci saranno, infatti, anche inediti reperti archeologici provenienti dagli ultimi scavi condotti fra il 2010 e il 2014 sotto l'ex Ospedale Teutonico. Indagini che spiega il sovrintendente capitolino Claudio Parisi Presicce, curatore della mostra insieme a Alberto Danti - «hanno portato alla scoperta di una fondazione in calcestruzzo di età romana, forse riferibile all'altare del Tempio di Giove Capitolino o a un altro edificio sacro. Ma anche di uno scarico di tegole, che ci ha restituito una parte importante delle decorazioni in terracotta della prima fase del tempio, inaugurato nel 509 a.C.». Decorazioni raffinate con motivi a onde, trecce, palmette e corone di foglie, ma anche figure in terracotta dipinta, di cui si distinguono ancora tracce dei rossi, dell'ocra e del nero. Fra i circa settanta pezzi in mostra, una figura di menade e due di guerrieri, che appartenevano probabilmente alla decorazione frontonale: frammenti ben conservati di una testa dalla capigliatura rossiccia e di un torso con corazza, di cui si riescono a apprezzare anche le pieghe del "gonnellino". Si riconosce, secondo Parisi Presicce, «la mano di un maestro dell'epoca, forse proveniente dalla Magna Grecia o dalla Sicilia». E non a caso, il Tempio di Giove Ottimo Massimo (o di Giove Capitolino) dal punto di vista decorativo «fu certamente un prototipo che fece scuola. Un modello originale, poi replicato ed emulato, ad esempio, per il tempio di Satricum». Anche gli scavi che portarono alla scoperta del tempio, condotti fra la seconda metà dell'Ottocento e i primi anni Duemila, saranno ricordati nel percorso della mostra, che ripercorrerà le evoluzioni storico-urbanistiche del Campidoglio. Dall'età antica al periodo in cui i Caffarelli, dalla fine del Cinquecento, occuparono la sommità del colle con il loro palazzo. Fino al periodo in cui i prussiani vi si stabilirono e agli anni più recenti, dalla proclamazione di Roma Capitale d'Italia nel 1870 all'epoca del Governatorato, caratterizzata dalle demolizioni attuate per riportare alla luce la mitica Rupe Tarpea.