CI sono anche gli scarabei ritrovati a Stabiae nella grande mostra che apre il 5 marzo al Museo egizio di Torino "Il Nilo a Pompe. Visioni d'Egitto nel mondo romano", e sarà visitabile fino al 4 settembre e viene presentata questa mattina a Roma dal ministro Dario Franceschini. Una mostra realizzata grazie alla collaborazione tra Museo egizio di Torino, soprintendenza Pompei e Museo archeologico nazionale di Napoli. Pompei e l'area vesuviana furono, come l'intero golfo di Napoli, al centro dell'egittomania che si manifestò sia tra i patrizi, che collezionavano oggetti e si facevano dipingere in case e ville di lusso paesaggi nilotici, sia tra i plebei che ricorrevano ai culti di Iside e Osiride in un momento in cui la religione ufficiale perdeva seguito. Non a caso nella grandiosa Villa San Marco a Stabia il ricco proprietario aveva in casa delle preziose tazze in ossidiana decorate con motivi egittizzanti (esposte a Napoli), mentre l'unico edificio di culto riattato dopo il terremoto del 62 dopo Cristo a Pompei, e quindi in uso al momento dell'eruzione del 79 dopo Cristo, fu proprio il tempio di Iside. Un santuario, scoperto nel 1764, i cui arredi furono asportati e trasferiti al Museo borbonico di Portici e, poi, all'Archeologico di Napoli, che colpì Mozart nella sua seconda visita a Pompei, tanto da riprenderlo nella scenografia del "Flauto magico" nel 1791. Molti di quegli affreschi e delle sculture saranno in mostra a Torino, nel museo direttore da Christian Greco, che siede anche nel consiglio di amministrazione dell'Archeologico di Napoli assieme a Massimo Osanna. Poi la mostra farà tappa al museo napoletano e negli scavi di Pompei. E proprio Osanna annuncia la volontà di realizzare tra Castellammare di Stabia e Lettere, sui monti Lattari, un tandem museale dall'età arcaica al medioevo, facendo perno su due importanti monumenti: il Palazzo reale di Quisisana, a Castellammare, e il castello medievale di Lettere, posto a dominio della piana del Sarno. Ci sono già 2 milioni di euro per progettare e allestire il Museo archeologico di Stabiae, li ha stanziati il consiglio di amministrazione della soprintendenza Pompei, ma per poterli spendere serve la firma di una convenzione con il Comune di Castellammare, proprietario del palazzo di Quisisana. Le associazioni culturali stabiesi hanno deciso di rivolgere un appello al commissario straordinario del Comune, Claudio Vaccaro, perché sigli la convenzione: ne hanno discusso martedì sera al cinema Montil, nel corso del convegno "Cambiare con la cultura: valorizzazione e futuro del Palazzo reale di Quisisana e degli scavi di Stabiae" organizzato da Comitato per gli Scavi di Stabia, Idea Città, Funiculart, Legambiente circolo Woodwardia e Centro di cultura e storia dei Monti Lattari. Il nuovo allestimento al Quisisana darà una sede alla prestigiosa collezione di affreschi romani rinvenuti a Stabiae, la «seconda collezione di pittura romana dopo l'Archeologico», come la definì nel 1989 Giulio Carlo Argan. Un museo statale chiuso nel 1997 e che potrebbe rafforzare l'offerta culturale imperniata sulle ville romane di Stabiae. Un sistema che Osanna propone di ampliare con l'apertura nel castello di Lettere del Museo del medioevo. C'è già un accordo col sindaco Sebastiano Giordano, per promuovere il maniero e il villaggio medievale con l'antica cattedrale, esplorati e studiati dall'archeologo Domenico Camardo. (antonio ferrara)
Il Nilo a Pompei mostra a Torino Osanna: "Museo di Stabiae, sono pronti 2 milioni"
Il Museo egizio di Torino apre il 5 marzo una mostra su "Il Nilo a Pompe. Visioni d'Egitto nel mondo romano", che sarà visitabile fino al 4 settembre. La mostra è realizzata grazie alla collaborazione tra il Museo egizio di Torino, la soprintendenza Pompei e il Museo archeologico nazionale di Napoli. La mostra presenterà gli scarabei ritrovati a Stabiae e altri oggetti egiziani. La mostra sarà seguita da una mostra a Napoli e poi da una mostra a Castellammare di Stabia e Lettere, che presenterà la collezione di affreschi romani rinvenuti a Stabiae e il Museo del medioevo.
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