La denucia del Fai: tante le infrastrutture abbandonate, inutilizzate, inagibili Nell'elenco degli 81 sprechi, costruzioni, strutture, edifici, strade, opere finanziate e mai finite dell'intera Puglia nel solo 2014 (denunciati dal Ministero delle Infrastrutture) ci sono anche «I finti musei», come quello di Egnatia e quello archeologico di Santa Scolastica. «Immagini di dolore: musei abbandonati con i reperti disordinati, inaccessibili, disposti in maniera confusa, insomma dei finti musei», afferma il presidente regionale del Fai pugliese, l'urbanista Dino Borri che denuncia l'aumento costante degli sprechi della Regione Puglia. Edifici di cemento e acciaio, strade inaugurate che dal nulla partono e nel nulla finiscono, palazzi realizzati o restaurati e mai inaugurati finiti nel dimenticatoio, inutilizzati e subito degradati. «Non c'è una sola causa di questo disastro, dice Borri. Spesso i politici hanno necessità di lasciare un segno, a tutti i costi e a tutti i livelli. Si pensa di avviare un opera, un museo, si taglia il nastro e poi chi se ne importa se il cantiere non si completa». Invece di spendere milioni di euro in queste «opere della vergogna» (nel 2013 le strutture incompiute erano 59) occorrerebbe invece restaurare l'enorme patrimonio artistico della regione.
BARI-Puglia, tra le 81 opere incompiute anche il museo di Egnatia e Santa Scolastica
La denucia del Fai: tante le infrastrutture abbandonate, inutilizzate, inagibili Nell'elenco degli 81 sprechi, costruzioni, strutture, edifici, strade, opere finanziate e mai finite dell'intera Puglia nel solo 2014 (denunciati dal Ministero delle Infrastrutture) ci sono anche I finti musei, come quello di Egnatia e quello archeologico di Santa Scolastica. Immagini di dolore: musei abbandonati con i reperti disordinati, inaccessibili, disposti in maniera confusa, insomma dei finti musei, afferma il presidente regionale del Fai pugliese, l'urbanista Dino Borri che denuncia l'aumento costante degli sprechi della Regione Puglia. Edifici di cemento e acciaio, strade inaugurate che dal nulla partono e nel nulla finiscono, palazzi realizzati o restaurati e mai inaugurati finiti nel dimenticatoio, inutilizzati e subito degradati. Non c'è una sola causa di questo disastro, dice Borri. Spesso i politici hanno necessità di lasciare un segno, a tutti i costi e a tutti i livelli. Si pensa di avviare un opera, un museo, si taglia il nastro e poi chi se ne importa se il cantiere non si completa. Invece di spendere milioni di euro in queste opere della vergogna (nel 2013 le strutture incompiute erano 59) occorrerebbe invece restaurare l'enorme patrimonio artistico della regione.
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