Queste sono solo alcune delle novità del Tavolo tecnico che si è svolto a Torino sul futuro della fortezza alessandrina dopo il passaggio dal Demanio alla Soprintendenza, che avrà una sua sede all'interno della Cittadella. Intanto tra i primi passi in avanti ci sono 9 milioni di euro di fondi europei messi a disposizione dalla Regione Un passaggio non solo ideale quello della Cittadella al Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo - Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio, ma anche "terreno" con una sede della Soprintendenza proprio all'interno della fortezza alessandrina. Questa è solo una delle notizie emerse nel primo tavolo tecnico che si è riunito a Torino nella giornata di lunedì 22 febbraio, alla presenza del Comune di Alessandria (Rossa-Ferralasco-Oneto), della Soprintendenza (architetti Papotti e Fantone), della Provincia, della Regione Piemonte (assessori Antonella Parigi e Giuseppina De Santis) e dell'Agenzia del Demanio del Piemonte e Valle d'Aosta (direttore Terzaghi). Un primo appuntamento formale nel quale si sono messe sul tavolo quelle che dovranno essere le prossime tappe del lavoro da fare su questo storico compendio. Che non è "solo più alessandrino", ma è un bene culturale dal rilievo nazionale, anzi europeo. Proprio dai fondi comunitari arrivano infatti i 9 milioni di euro che la Regione metterebbe a disposizione per la Cittadella. Una Regione che "vuole essere della partita" ha spiegato il primo cittadino Rita Rossa. Ed è proprio da questa prima tranche che bisogna partire, mettendosi subito al lavoro per realizzare uno studio di fattibilità aggiornato e cercando di capire dove e come orientare la "fattibilità" di un progetto. Si parte quindi dalla raccolta e condivisione di tutta la documentazione già prodotta, sui progetti già creati, "come quello di diversi anni fa, quando ero in Provincia spiega il sindaco degli architetti Gabetti-Isola sulla salvaguardia del compendio e sul ripristino dei fossati. Solo per i lavori sui fossati la cifra necessaria si aggirava sui 3 milioni". Una lavoro di recupero e valorizzazione di iniziativa pubblica e di quelle di possibile iniziativa privata. Un imput di risorse che nel disegno del sindaco Rossa può far partire una catena di investimenti e di interessamenti più a largo raggio "dalle fondazioni (oltre alla Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria, anche la Fondazione Crt e la Compagnia di San Paolo) ai privati". "Ad oggi non c'è ancora una idea precisa", ma intanto è necessario vedere chi fa cosa, tra Comune e Soprintendenza. "Perché il Comune non è stato buttato fuori come pensa qualcuno, ma insieme al Ministero detiene ancora le chiavi della Cittadella" ci tiene a precisare Rita Rossa. E infatti già la prossima settimana l'assessore Ferralasco si incontrerà con la Soprintendenza per un "protocollo" di trasparenza e di compitipaletti da assumere. L'atteggiamento della Soprintendenza è stato letto positivamente: "grande apertura al confronto per uno spazio che oggi è pubblico e fruibile e che tra i paletti vede proprio questa caratteristica". Ovvero resterà pubblico e fruibile alla cittadinanza. Un ingresso "fisico" del Ministero nella fortezza che può voler dire "sfrattare" le realtà oggi lì esistenti? "Il volontariato va valorizzato, che però non significa che è proprietario del compendio solo perché è lì dentro" ci tiene a dire il sindaco. Mentre "il rispetto per quelle realtà che a titolo volontario hanno da sempre aiutato e traghettato questo bene non si discute". Altrettanto vero è che "serve un po' di sistematicità".