Intervista al nuovo soprintendente alle belle arti, Corrado Azzolini. A Trieste da 6 mesi rivendica un cambio di passo rispetto alla gestione Picchione. A Udin e "dialogo aperto sull'ex Upim". Pronto uno stratagemma per tutelare il monumento di Valle Un'apertura di dialogo e di credito nei confronti del territorio, quella illustrata, a palazzo Economo di Trieste, da Corrado Azzollini, fresco Soprintendente alle Belle arti e paesaggio del Friuli Venezia Giulia. L'illustrazione del nuovo sito web (www.sbeap.fvg.beniculturali.it) e dell'attività istituzionale per l'anno in corso costituisce l'occasione per una prima presa di contatto con la stampa. Con le amministrazioni e gli stakeholder, invece, occasioni di confronto ci sono già state, con esiti positivi quasi scontati, alla luce degli scontri verificatisi durante la gestione Picchione. Architetto Azzollini, partiamo dal nuovo sito web. Nuovo in che cosa? «Nell'esistere, perché prima non c'era proprio. La cosa mi è balzata agli occhi appena arrivato qui, ed è stata oggetto di priorità assoluta: un sito web è indispensabile, e anche obbligatorio nel quadro delle norme per l'amministrazione trasparente. Insomma eravamo inadempienti. C'era, sì, un sito nazionale che tamponava un po', ma di fatto la comunicazione e l'interazione con gli utenti, a livello locale era impossibile». Non solo per il sito web. Credo non ignori le difficoltà in essere sino a pochi mesi fa. E infatti ha sottolineato con convinzione il suo spirito collaborativo... «Diciamo che arrivando qui ho percepito della tensione, una situazione che abbisognava di un certo modo di relazionarsi. Però non è che mi sia automaticamente adeguato, forse è venuto fuori il mio carattere: per natura credo che la cosa più fruttuosa sia privilegiare il buon senso e il dialogo». E così i problemi possono essere risolti? «Non è detto, ma il mettersi costruttivamente attorno a un tavolo è il modus operandi più efficace per provarci. Senza sostituirci ai progettisti, possiamo spiegare la ragioni dei preavvisi di diniego, o ipotizzare soluzioni che consentano aperture». Ha funzionato? «I funzionari della Soprintendenza - perché parlare del Soprintendente come di un demiurgo è scorretto - si sono messi in gioco con disponibilità e professionalità, cercando di costruire un rapporto. La maggior parte dei progettisti ha detto che questa modalità porta ad analisi migliori e a progetti condivisi». Come stanno le cose in merito allo spinoso discorso dei dehors e dei plateatici proibiti? «Tra Soprintendenza e Comune c'è un'ottima collaborazione. Honsell e il sottoscritto si sono subito "presi"; su alcune cose urgenti abbiamo fatto una corsa contro il tempo. Eventi e manifestazioni si possono e si devono fare, proteggendo adeguatamente le pavimentazioni storiche. C'è da stare molto attenti, quando si concedono autorizzazioni, a chi e a come si danno in mano i gioielli di famiglia». Problema dell'edificio Upim... «E' uno dei primi argomenti di cui il sindaco mi ha fatto cenno, in un incontro nel quale c'erano anche assessori e tecnici. Non ci sono stati approfondimenti specifici, ma ho assicurato che sono pronto a rivedere la questione. Mettiamoci attorno a un tavolo e parliamone. Non nascondo il fatto che su certe cose ho ancora necessità di capire cosa è successo in un recente passato, e anche di cogliere le esigenze dell'amministrazione. Ma, ribadisco, di preclusioni a priori non ne ho. E le intangibilità assolute esistono, ma sono casi abbastanza rari». Honsell ha detto che vorrebbe far dichiarare monumento nazionale il complesso di piazza XXVI luglio. Cosa per cui occorre un parere della Soprintendenza... «A livello di amministrazione ci sono già stati dei pour parler. Prima del merito, c'è il problema dei vincoli cronologici. Settant'anni è il minimo, in base al Codice dei Beni culturali, redatto nel 2005, e l'opera di Gino Valle non li ha. Esistono alcune eccezioni, ma legate a provvedimenti legislativi ad hoc. Comunque avrei trovato un possibile percorso: utilizzando la legge 63341 sul diritto d'autore, si potrebbero tutelare adeguatamente gli elaborati progettuali». Veniamo all'anniversario del terremoto. Ha detto che la Soprintendenza parteciperà alla ricorrenza condividendo alcuni progetti con la Regione e altre importanti istituzioni. Nel dettaglio, che cosa farete? «Il più importante progetto comune con la Regione, per celebrare la ricorrenza, sarà la grande mostra allestita a Villa Manin, che prenderà il via entro aprile. A metà maggio ci sarà poi un convegno tematico, al quale parteciperemo secondo le nostre specifiche competenze. Faremo anche attività divulgativa, come le visite al Castello di Colloredo di Montalbano. Con esperti, con persone che hanno vissuto i drammatici giorni del sisma, e, naturalmente, in piena sicurezza».