Il genio creativo dell'archistar internazionale non scalfisce le convinzioni granitiche del prelato. Per don Sandro Serreri piazza Lu Malcatu è un pezzo della storia della città. E lui proprio non capisce perché Renzo Piano la voglia snaturare con l'inopportuno intervento. Né il parroco approva che dalla fine di questa estate quell'area si chiamerà piazza Faber. E con coraggio sfida l'impopolarità e critiche per portare avanti la sua posizione. A lui il progetto donato da Renzo Piano e in fase di realizzazione a Tempio non piace. E non fa nulla per nasconderlo. Questione di approccio. «Quanto si sta attuando a Tempio in piazza Mercato con l'attuazione del progetto di Renzo Piano, in onore di Fabrizio De Andrè è una vera e propria violenza alla piazza che deve essere impedita e respinta in massa dall'intera città». Questo, in estrema sintesi, il parere di don Sandro Serreri, 53 anni, presbitero della diocesi di Tempio-Ampurias, e parroco di Aglientu. Il sacerdote giudica la posa dei cavi, delle vele e dei proiettori che faranno dei giochi di luce, «strana, fuori luogo e stonata. Insomma orribile. Siamo dice ancora il prete , in una delle piccole piazze della nostra amata Tempio. Piazza Mercato, nel cuore del rione Lu Malcatu. Questa piazza è ingentilita dal semplice, ma elegante portico dell'antico mercato, un tempo pulsante centro commerciale. Su questa, si affacciano palazzi che hanno visto passare la storia degli ultimi due secoli. Casa Altea e Casa Bianca dei primi dell'800. Si tratta di un vero e proprio concentrato di una architettura unica al mondo, che esprime la forza e la nobiltà delle genti tempiesi e galluresi. Non sono dei capolavori, ma per noi, che li vediamo e viviamo, questo ha poca importanza. Così come sono sempre stati, ci appartengono e basta. Vorremmo tanto lasciare questa anima a quelle future generazioni che, forse, non parlano più il dolce gallurese, ma che comunque qui stanno nascendo e crescendo, quelle che vediamo giocare in piazza Gallura». Nessuna speranza di un appello nel giudizio del parroco. Lui cultore della tradizione non sembra apprezzare il restyling proposto da Piano. «Ora scrive don Serreri , tutto questo è stato violentato da una architettura minimalista, che stride con tutto quello che spero di esser riuscito a descrivere. Piazza di Lu Malcatu, tra l'altro, dovrà cambiare nome, dopo oltre due secoli. Gli si darà il nome di un certo Faber. Perché? Avrei visto bene quest'opera, che qui giudico fuori posto e, perciò brutta, in una piazza a Santa Teresa di Gallura, Palau, Golfo Aranci o San Teodoro, ma non qui. Inoltre, il suo costo è enorme, direi persino scandaloso. Continui tagli alle infrastrutture da una parte e dall'altra ecco un altro spreco». Don Sandro, forse consapevole di non avere il supporto della gran parte dei tempiesi, si appella alla soprintendenza. «Infine, mi sorge una domanda conclude il parroco . La Soprintendenza sa della cosa, ha dato i necessari pareri e permessi?» Don Serreri dopo essersi augurato che siano tanti i tempiesi che si indigneranno come lui «per questo atto di violenza contro la nostra identità, la nostra galluresità e anche la nostra dignità». Ma se qualcuno pensa che il parroco sia pronto alla resa non conosce don Serreri. Il prete e auspica anche l'indizione di un referendum che cancelli l'opera.
TEMPIO È qualcosa di orribile si farà solo una violenza
Don Sandro Serreri, parroco di Aglientu, ha espresso la sua disapprovazione per il progetto di Renzo Piano per la piazza Mercato a Tempio. Il prete giudica la posa dei cavi, delle vele e dei proiettori come "strana, fuori luogo e orribile". Serreri sostiene che la piazza è un pezzo storico della città e che il progetto viola la sua identità e la sua galluresità. Il prete si appella alla soprintendenza e auspica l'indizione di un referendum per cancellare l'opera. La piazza Mercato dovrà cambiare nome, in onore di Fabrizio De Andrè. Serreri sostiene che il costo del progetto è enorme e che è un spreco.
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