La sentenza è del magistrato del lavoro di Tempio Dettori (Cgil Fp): «Il contratto collettivo sia rispettato» VIDDALBA. Sono state riassunte dal giudice del lavoro due dipendenti della cooperativa Vill'Alba che nel 2011 aveva in gestione dal Comune il Museo archeologico di Viddalba e che al rinnovo dell'appalto, vinto poi da un'altra coop sociale, l'Oltrans Service, non erano state riassorbite da questa nell'organico. Le sentenze firmate dal magistrato Marina Rossi, del tribunale di Tempio, hanno ribadito, se ce ne fosse bisogno, che nel subentro negli appalti le aziende non possono ignorare la cosiddetta clausola sociale, prevista dal contratto nazionale di lavoro di Federculture applicato per entrambe al momento dell'assunzione. Clausola secondo la quale, appunto, è obbligatorio il passaggio del dipendenti precedentemente impiegati al nuovo titolare. Perciò la Oltrans Service è stata condannata a corrispondere alle due ricorrenti le retribuzioni maturate nel periodo che va dal primo giugno 2012 al 15 settembre 2013, oltre alla rivalutazione e agli interessi. Inoltre la stessa coop è stata condannata a pagare tremila euro per le spese giudiziarie alle lavoratrici. Per la Cgil Funzione pubblica sassarese, che ha sostenuto la causa di lavoro delle due addette tramite uno dei suoi legali, l'avvocato Marcello Bazzoni, è un riconoscimento importante che mette ordine in un mondo del lavoro dove spesso le regole vengono applicate in maniera distorta. «Il fatto che il magistrato del lavoro abbia rilevato il diritto all'assunzione da parte delle lavoratrici rappresenta un passo importante nella tutela del lavoro privato in appalto e ribadisce il principio della continuità dello stesso lavoro afferma il segretario della Cgil Funzione pubblica, Paolo Dettori . Ora spero che la decisione del giudice sia un monito per tutte quelle aziende che vogliono aggirare i contratti perché il rischio è che vengano fermate dalla giustizia». Le due addette nel ricorso chiedevano l'assunzione da parte dell'Oltrans Service con la conservazione della qualifica e le retribuzioni maturate dopo essere state licenziate dalla Vill'Alba che aveva motivato la cessazione del rapporto di lavoro con la mancata aggiudicazione del nuovo appalto bandito dal Comune. L'Oltrans però si era rifiutata di riassorbire le due addette con una serie di motivazioni che però il giudice ha respinto. Infatti, il magistrato Rossi ricorda alla coop che doveva farsi carico del riassorbimento, in quanto nel contratto d'appalto si faceva riferimento al contratto nazionale e che lo stesso appalto godeva dei finanziamenti della Regione per i servizi nel settore dei beni culturali, finanziamenti subordinati alla applicazione del contratto di lavoro. «L'individuazione del contratto collettivo applicabile al rapporto di lavoro non è rimesso alla discrezionalità incondizionata delle parti, ma dipende dalle mansioni concretamente svolte dal lavoratore». Invece l'Oltrans non ha dimostrato nè di aver applicato un altro contratto, nè il nuovo bando prevedeva mansioni diverse rispetto a quelle per le quali le due lavoratrici erano state assunte. (p.f.)
SARDEGNA - Museo di Viddalba, riassunte dal giudice ex dipendenti coop
Un magistrato del lavoro di Tempio Dettori ha sentenziato che il contratto collettivo sia rispettato dalla cooperativa Oltrans Service, che aveva vinto l'appalto per la gestione del Museo archeologico di Viddalba. Due dipendenti della cooperativa precedente, Vill'Alba, che non erano state riassorbite, hanno presentato un ricorso per l'assunzione da parte dell'Oltrans. Il giudice ha condannato la Oltrans a corrispondere alle due lavoratrici le retribuzioni maturate e a pagare tremila euro per le spese giudiziarie. La Cgil Funzione pubblica ha sostenuto la causa e ha definito la sentenza un riconoscimento importante per la tutela del lavoro privato in appalto.
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