SASKIA Sassen presenterà i contenuti del suo ultimo libro "Espulsioni brutalità e complessità nell'economia globale" (il Mulino editore), presso il Rettorato della Federico II domani alle ore 16. La lezione magistrale è inserita nella presentazione della sesta edizione del master di Progettazione di eccellenza per la città storica, diretto dal professor Ferruccio Izzo (aula magna storica, II piano, Corso Umberto I, 40, saluti del rettore Gaetano Manfredi e del direttore del dipartimento di Architettura, Mario Losasso). Sassen è una studiosa rinomata a livello mondiale, insegna sociologia alla Columbia University, molti suoi libri sono stati tradotti in venti diverse lingue; ha svariate lauree honoris causa in almeno nove diversi paesi oltre a varie importanti onorificenze. A cena discute di cose anche meno impegnative con suo marito Richard Sennet. Nel suo lavoro dà grande testimonianza dell'oltrepassamento delle frontiere umane, culturali e disciplinari, con forte empatia per i gruppi sociali che pagano la tossicità del capitalismo avanzato. I suoi libri sono testimonianza della capacità di trattare con linguaggio scorrevole e accessibile questioni di grande complessità. Conosce in modo straordinario e competente la letteratura internazionale, ma nei suoi testi parla sempre al lettore argomentando in modo originale e diretto le analisi che propone. È capace di fondare le sue letture su una grande quantità di ricerche che mostrano anche una grande cura per letture qualitative e quantitative di fenomeni letti sia alla scala planetaria che a quella locale. Non a caso già trenta anni fa si è occupata di migrazioni e ha studiato frontiere, anche stando di persona sui confini. La sua stessa storia personale, forse alcuni tratti di quella interiore, è leggibile come il trespassing di un confine. Con pochi altri studiosi negli anni Ottanta ha compreso che l'aumento delle migrazioni è una delle facce della grande trasformazione che stiamo vivendo per cui occorre un profondo rinnovamento delle categorie dell'economia politica per cercare di interpretarlo. Nelle sue ricerche si occupa della quotazione in borsa delle materia prime come dei processi di land grabbing (l'acquisizione della proprietà delle terre in Africa o in Asia), del trattamento della popolazione più disagiata nelle prigioni statunitensi o della perdita delle abitazioni da parte delle famiglie greche o spagnole che non sono riuscite a pagare i mutui. Quello della Sassen è una delle migliori testimonianze dello sguardo che prova ancora a decifrare le trasformazioni entro un quadro di sistema mondo, evitando però eccessive riduzioni di complessità cariche di suggestioni ideologiche. Una prova del suo successo è il condizionamento che i suoi libri hanno avuto sul linguaggio comune di giornalisti e politici, anche con qualche banalizzazione nell'uso delle categorie. La sua lezione a Napoli - insieme a quella che farà in una importante manifestazione del Forum del Terzo settore in corso a Salerno in questi giorni - potrà dare un contributo per riflettere sul come rigenerare il centro urbano. Lo straordinario patrimonio architettonico per cui la Federico II è un attore di grande rilevanza per i beni che ha in affidamento e gestione, pone domande inevitabili di come e cosa fare di veramente innovativo tenendo conto della memoria, delle tradizioni senza d'altra parte restare intrappolati nelle visioni che propongono sempre e solo musei, usi e funzioni culturali tradizionalmente intese. Una tradizione che ha come carattere costitutivo la massiccia presenza di funzioni abitative, artigianali e commerciali anche per gruppi socialmente deboli. Anche qui occorre quindi una maggiore apertura al trespassing fra competenze disciplinari, senza sminuire la forza del progetto spaziale ma tenendo conto che manipoliamo sempre fatti sociali formati nello spazio. C'è evidentemente una grande domanda di competenze per il progetto di rigenerazione organizzativa, economico sociale nonchè gestionale cui il master può e deve dare risposte idonee. Trattando del centro storico ci si occupa di un patrimonio è vivo perchè densamente abitato da una varietà di ceti. Uno spazio ove è attiva una sorta di gentrificazione solo commerciale ma non sociale ne abitativa. Un territorio che già presenta un peculiare metabolismo che ha consentito di limitare molto fenomeni espulsivi, accogliendo invece migliaia di migranti, non solo per il primo approdo ma anche per processi di stabilizzazione. Un territorio miniera che studiosi, decisori, abitanti e imprenditori dovranno valorizzare.
LA LEZIONE DI SASKIA SASSEN
SASKIA Sassen presenterà i contenuti del suo ultimo libro "Espulsioni brutalità e complessità nell'economia globale" presso il Rettorato della Federico II di Napoli domani alle ore 16. La lezione magistrale è inserita nella presentazione della sesta edizione del master di Progettazione di eccellenza per la città storica. Sassen è una studiosa rinomata a livello mondiale che insegna sociologia alla Columbia University e ha svariate lauree honoris causa in diversi paesi. Il suo lavoro dà grande testimonianza dell'oltrepassamento delle frontiere umane, culturali e disciplinari, con forte empatia per i gruppi sociali che pagano la tossicità del capitalismo avanzato.
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