ALLOGGI DIFESA «Ho 60 anni e per vendermi la casa vogliono 1 miliardo e 400 milioni» NUOVI SFRATTATI È il popolo dei nuovi sfrattati. Il Governo rassicura ma tra il popolo degli inquilini restano le paure. Omeglio tra l'esercito di quattromila affittuari che, alla fine della giostra, dovranno comprare gli appartamenti in cui hanno vissuto per trent'anni oppure, molto più semplicemente e drasticamente, lasciare le case. Sergio Boncioli, coordinatore nazionale di Casa Diritto, l'associazione che si occupa proprio di questo problema, oggi in quiescenza dopo 38 anni di servizio come civile della Difesa, è uno dei futuri sfrattati. Anche per questo motivo, per garantire il diritto a tutti i quattromila inquilini che rientrano nella cartolarizzazione e i 1.800 che non potranno comprarla perché i costi sono troppo elevati, oggi è alla giuda della protesta. In qualità di presidente di Casa Diritto, difende i futuri sfrattati. Quelli che non sono rientrati nel progetto di cartolarizzazione e quelli che, come lui, pur essendoci entrati non potranno mai comprarsi la casa. «Per l'appartamento di 87 metri quadrati, tre stanze cucina e un posto auto mi chiederanno un miliardo e quattrocento milioni, con la pensione che mi ritrovo ditemi voi come posso fare a comprarla. Eppoi chi è che a sessant'anni ti dà un mutuo così alto? Nessuno». Situazione che, come rimarca il responsabile dell'associazione, «interessa sia coloro che vivono nei centri storici sia coloro che risiedono in case dello Stato situate in periferia». Popolo di servitori della patria anche senza stellette e mostrine che a sessant'anni rischiano di trovarsi in mezzo alla strada. «Esiste una legge che si chiama 537 che dice che io, come tanti altri, abbiamo il diritto a rimanere- aggiunge Boncioli - ebbene, noi chiediamo che venga applicata». Norma che, come precisa Boncioli, dovrebbe riguardare sia gli inquilini che risiedono nei centri storici «e dove non si possono applicare gli abbattimenti del trenta per cento », sia quelli che vivono in periferia dove però «le case avrebbero prezzi più bassi ma sempre proibitivi per uno che ha superato i sessant'anni e campa con una pensione di mille euro almese». Situazione che ha spinto il Comitato Casa Diritto a chiedere anche l'intervento del Presidente della Repubblica per «trovare una soluzione anche perché alla fine si crea un vero e proprio disagio sociale ». Problemi rimarcati anche nella risoluzione presentata e approvata in Commissione Difesa dalla parlamentare diessina Silvana Pisa. Gli inquilini della cartolarizzazione non sono gli unici a preoccuparsi per il loro futuro. A combattere da qualche mese ci sono anche gli ex militari che hanno perso i diritti per stare nelle case messe a disposizione dal ministero e adesso devono cercare un altro alloggio perché hanno già ricevuto gli sfratti esecutivi. O meglio gli ex sottuficiali dell'aeronautica (residenti a Bari Palese e a Elmas) che avrebbero dovuto lasciare le loro abitazioni entro il 2 giugno. Famiglie che come rimarcano i rappresentanti dell'associazione Casa Diritto «vivono con la spada dello sfratto sulla testa». «Per il momento il Tar ha negato la sospensiva - spiega Nicola Ciconte, avvocato di Casa Diritto - e quindi abbiamo fatto ricorso al Consiglio di Stato per ottenere la sospensiva, per il momento siamo comunque in attesa di conoscere la data dell'udienza».
IMMOBILI ENTI: un popolo di nuovi sfrattati
Omeglio, un quartiere di Roma, è stato scelto per la cartolarizzazione di 1.800 appartamenti. I futuri sfrattati sono quattromila persone, tra cui Sergio Boncioli, coordinatore nazionale di Casa Diritto, che si trova nella stessa situazione. La cartolarizzazione prevede che gli inquilini possano comprare gli appartamenti o lasciare le case. Tuttavia, i costi sono troppo elevati per molti, e il governo rassicura ma non offre soluzioni. L'associazione Casa Diritto chiede l'applicazione della legge 537, che garantisce il diritto a rimanere nelle case.
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