Le trivellazioni denominate "Moirago 1", dalla zona che si trova nella frazione di Zibido, hanno sollevato sin da subito fortissime polemiche e proteste. A far parte del fronte del no, il comitato di cittadini (nella foto) nato qualche anno fa proprio per protestare contro l'iniziativa, a cui di recente si è schierata anche Legambiente. Che ora è pronta ad inoltrare un ricorso al Tar per fermare il progetto. Progetto che Damiano DIsimine, ha più volte rimarcato l'ex presidente per la Lombardia del movimento e ora responsabile scientifico, non ha esitato di recente a definire «inutile e dannoso». «La consistenza di giacimenti di qualunque tipo nella Pianura Padana è quasi nulla e questo si sa già aveva detto sulla vicenda . Ora nel ci rivolgeremo al Tar per tentare di bloccare le trivelle prima che entrino in funzione».di Giovanni Scarpa wZIBIDO SAN GIACOMO Trivellazioni, stop della soprintendenza delle Belle arti che ordina un'ispezione archeologica sui terreni. A bloccare, seppure solo temporaneamente, l'iter per l'autorizzazione, la mancata documentazione relativa alla valutazione del profilo archeologico nell'area d'intervento, così come richiesto in questi casi e come emerso nel corso dell'ultima conferenza di servizi che si è tenuta a Bologna il 12 febbraio scorso. In questi giorni, proprio per riuscire a rispondere alle richieste del segretariato regionale per la Lombardia del ministero dei Beni e delle attività culturali e del turismo, la società sta eseguendo una serie di carotaggi. «Serviranno per fornire informazioni circa la valutazione effettuata del profilo archeologico dell'area di intervento» precisa il Comune di Zibido in una nota. «La Conferenza - aggiungepoi il sindaco Piero Garbelli - ha recepito le nostre ulteriori richieste fatte con una delibera di giunta dell'1 febbraio scorso. Prevedendo una seconda convocazione per analizzare tutti gli aspetti relativi alla tutela del paesaggio». Apennine Energy dovrà quindi presentare della documentazione aggiuntiva anche per la soprintendenza Belle arti e paesaggio. Tra questi dei «rendering foto realistici con viste ad altezza uomo con particolare riguardo alla prefigurazione delle opere dall'asta del Naviglio Grande» oltre agli «elaborati descrittivi delle opere di mitigazione del verde». «In realtà non si tratta di carotaggi, ma si semplici saggi del terreno precisa invece la Appenine Energy che nulla hanno a che vedere con i carotaggi. Gli operai erano all'opera nei giorni scorsi proprio per questo, verificare cioè l'eventuale presenza di reperti archeologici di una certa importanza, come richiesto dalla Sovrintendenza. Una semplice formalità, comunque». Da un punto di vista tecnico l'indagine serve per poter iniziare una campagna di scavi, archeologici o industriali, senza dover impegnare tempo e denaro in carotaggi che nessuno può sapere quanto utili ai fini delle azioni successive. Il tempo che si risparmia è notevole se si pensa che, in pochi giorni, si possono individuare le sequenze degli strati nel terreno laddove, mediante uno scavo vero e proprio, ci vorrebbero settimane, se non mesi. Una volta terminata questa indagine, da allegare alla domanda di concessione, la Sovrintendenza in genere dà il poi via libera. Ma è possibile che il sottosuolo a ridosso della strada a Zibido possa nascondere qualche tesoro tale da fermare le trivelle? «Niente è da escludere a priori e questo tipo di indagine serve proprio per avere delle certezze spiega il responsabile della Sovrintendenza per la zona di Pavia, Francesco Paolo Chieca . Quella zona non mi risulta allo stato attuale di particolare importanza sotto il profilo storico-archeologico. Ma essendo un'area comunque di campagna e a ridosso del Naviglio, potrebbe anche essere rinvenuto qualche reperto di interesse, come resti di antiche cappelle votive. Per intenderci, è difficile che salti fuori magari una villa romana. Ma, come detto, questo tipo di indagine serve proprio per escludere con sufficiente certezza che non ci sia sotto terra nulla di valore. E, comunque, si tratta di una prescrizione prevista, un atto dovuto in casi come questo, dove cioè si dà l'autorizzazione a trivellazioni».