ROMA Il Tar del Lazio ha respinto il ricorso presentato dagli enti previdenziali contro l'esproprio forzato delle loro sedi. La speculazione finanziaria ha intanto messo gli occhi sui titoli del Fondo immobiliare pubblico, in vista di prossimi e alti guadagni. Protesta la Cgil: si tratta di un vero e proprio esproprio di risorse dei lavoratori. Sbloccata la partita sugli immobili della Difesa. PACCHIA I titoli del Fondo immobiliare pubblico (Fip) vanno a ruba nelle trattative preliminari. Stando alle ultime indiscrezioni di mercato l'interesse espresso dagli investitori per il collocamento di una quota di azioni pari a 1,3 miliardi di euro nominali supera di tre volte l'offerta. Come dire: la speculazione al rialzo è partita benissimo. Le indicazioni di acquisto si aggirerebbero sui 3,9 miliardi di euro. Insomma, le sedi di Inps, Inpdap e Inail e degli uffici ministeriali cedute al Fondo sono un vero affare. Chi nei giorni scorsi ha dichiarato il proprio interesse d'acquisto, sottoscrivendo un accordo, potrà ora avere accesso alla documentazione legale e alla visione degli immobili che rientrano nell'operazione. Esaurita questa prima fase, la procedura messa a punto dal Tesoro prevede che gli investitori diano vita ad un'asta destinata a concludersi entro la prima metà di luglio. Se le indicazioni preliminari di acquisto saranno confermate, è possibile che le offerte crescenti in asta facciano lievitare il valore nominale delle quote con la conseguenza di far crescere il valore del fondo e di far incassare al Tesoro un importo anche maggiore rispetto agli 1,3 miliardi del valore nominale degli immobili. Per l'intera operazione l'Economia aveva incassato a fine 2004 3,3miliardi di euro, costituiti da una parte ( 60) di «debito» (una sorta di garanzia non collocabile sul mercato), e 40 di quote cedibili ad investitori istituzionali. Con la chiusura del collocamento delle quote, attesa entro il mese di luglio, Via xx settembre chiuderà così definitivamente la partita Fip. Al momento la strada del ministero appare tutta in discesa. Gli scogli legali che fino a ieri si prospettavano sembrano oggi superati. Stando a indiscrezioni stampa, infatti, il Tar avrebbe bocciato i ricorsi presentati dai Civ degli enti contro l'«esproprio» delle loro sedi.La sentenza sarebbe stata depositata ieri: per oggi si attende la pubblicazione con le relativemotivazioni. Il Tesoro canta vittoria. «La sentenza di rigetto del Tar era attesa perchè il trasferimento dei beni è avvenuto secondo meccanismi consolidati dal 2001, cui nessuno si era mai opposto in precedenza - dichiara il sottosegretario MariaTeresa Armosino - Il giudizio di oggi conferma la natura politica dei ricorsi. La scelta di respingere l'istanza elimina la residua incertezza nel collocamento del fondo presso gli investitori, consentendo l'incasso di un più alto corrispettivo dalla vendita». Disco verde per il tesoro sembra profilarsi anche per le case della Difesa. Anche la Scip3 sarebbe in via di decollo dopo una lunga gestazione. Durissima la reazione dei Civ degli enti alle notizie giunte dal Tar. «Sorpresa e amarezza» esprime Guido Abbadessa (Inpdap) ricevendo la notizia. «Rimango convinto della giustezza del ricorso - dichiara - Al di là di ogni cavillo, rimane il fatto che gli immobili sono stati sottostimati, che un decreto legge non può sanare la violazione di una legge, che in ogni caso dall' operazione, in barba ad ogni neutralità della stessa come dal Governo sbandierato in questi mesi, ne trarranno benefici solo le banche e coloro che compreranno a prezzi stracciati per poi rivendere a prezzo di mercato». Dal Civ Inpdap parte anche un j'accuse nei confronti dei presidenti degli enti. «Avrebbero fatto bene a difendere loro in prima persona l'autonomia degli istituti - continua - Forse oggi il risultato sarebbe diverso. Attendo di conoscere le motivazioni,ma credo che ci sarà da attendersi un ricorso ». «prendo atto di una decisione negativa - aggiunge Franco Lotito (Inps) - Le ragioni dei Civ restano intatte. Con questo fondo si è realizzato uno splendido assist alla speculazione finanziaria e immobiliare. È un clamoroso esempio di finanza distruttiva». Sullo sfondo resta la dura realtà degli enti, «che ora devono pagare gli affitti», prosegue Abbadessa. «L'Inps ha appena staccato il suo primo assegno - continua Lotito - di 29 milioni di euro per il prossimo semestre. per tutto l'anno dovremo pagare 52 milioni di euro». Anche le rappresentanze sindacali di base degli enti (che avevano presentato ricorsi analoghi, anche questi a quanto apre respinti) esprimono sorpresa e annunciano una nuova battaglia legale. Sulla stessa linea la Cgil. «Non possiamo che esprimere amarezza e sorpresa per la sentenza del Tar del Lazio - dichiara la segretaria confederale Morena Piccinini - si tratta di un vero e proprio scippo di risorse dei lavoratori e si toglie, inoltre, agli enti previdenziali la titolarità sul proprio patrimonio». Se la sentenza dovesse essere confermata, dunque, sarebbero definitivamente alienati 43 immobili dell' Inps, di 22 dell' Inail e di otto immobili dell' Inpdap . Sbloccata anche la partita sugli immobili della Difesa dopo un incontro tecnico con il ministero del Tesoro. I tecnici hanno concordato di arrivare entro un mese, cioè prima della pausa estiva, alla stipula di un nuovo elenco di alloggi da collocare. La Difesa si sarebbe anche impegnata a sospendere l'invio degli sfratti agli inquilini di appartamenti dei proprietà del ministero. Probabilmente si procederà anche al blocco degli sfratti già inviati. Scopo del Tesoro infatti è riuscire a vendere gli appartamenti agli attuali affittuari in modo da accelerarne la dismissione ed avere tempi e rendite certe dall'operazione Scip 3.L' iter per il varo di Scip 3, annunciata prima per il 2004 poi slittata all'autunno di quest'anno e con un valore stimato di circa 1miliardo, prevede che la Difesa ripresenti alla Corte dei Conti un decreto con l'elenco degli immobili (circa 4.500) da cedere.
Enti, il Tar decide: sì alla svendita. Gli immobili pubblici in mano alla speculazione
Il Tar del Lazio ha respinto i ricorsi degli enti previdenziali contro l'esproprio forzato delle loro sedi. Il Fondo immobiliare pubblico (Fip) sta per collocare 43 immobili dell'Inps, 22 dell'Inail e 8 dell'Inpdap. Le trattative preliminari hanno superato di tre volte l'offerta, con gli investitori interessati a 3,9 miliardi di euro. La procedura prevede un'asta destinata a concludersi entro la prima metà di luglio. Il Tesoro aveva incassato 3,3 miliardi di euro per l'operazione Fip. La sentenza del Tar conferma la natura politica dei ricorsi e consente l'incasso di un più alto corrispettivo dalla vendita.
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