Terminato l'iter del cambio di destinazione d'uso della dimora storica L'Asl, proprietaria dell'immobile, è intenzionata a venderla PRATO. Nonostante lo stato in cui versa, a guardarla dalla strada ha sempre un suo fascino. Imponente, austera e silenziosa. Villa Filicaia, o meglio villa Verzoni da Filicaia, è una delle dimore storiche più belle di Prato. Un edificio che ha conosciuto sfarzi e, purtroppo, sfortune fino al suo totale abbandono, verso il 2006. Fino al 2004 la struttura ospitò una casa di riposo, poi per qualche anno lì trovarono sede gli uffici di formazione di educazione alla salute dell'Asl. Quando questi si trasferirono la villa venne definitivamente chiusa. Adesso, il Comune ha apportato una variante al regolamento urbanistico per il cambio d'uso dell'immobile di proprietà dell'Asl dal 1967 che da struttura socio sanitaria ora a passa ad uso ricettivo- alberghiero. Un modo questo per aiutare l'azienda sanitaria locale ad alienare l'immobile. Il degrado. La villa è stata colpita dal logorio del tempo che l'ha portata ad una lenta agonia. I cedimenti si vedono come un dente cariato. La scalinata d'accesso è crollata, la villa transennata. L'immagine che rimane impressa, a chi la vede oggi, è quella di una dimora con persiane mezze rotte e tutto lasciato andare. Sette anni dopo. Dopo circa sette anni di abbandono arriva una buona notizia. C'è un cambio d'uso per l'immobile. Le possibili destinazioni sono tutte di tipo terziario: turistico- ricettivo, direzionale e commerciale di somministrazione. L'impegno arriva dal Comune che vuole valorizzare la villa. Quindi, è stata apportata una variante al regolamento urbanistico. La modifica è stata prima esaminata dal consiglio della circoscrizione Nord che si è espresso in maniera favorevole, evidenziando l'importanza dell'immobile. Anche la commissione consiliare urbanistica ambiente - protezione civile ha passato sotto la lente di ingrandimento gli atti relativi alla variante e ha messo il suo "si". L'approvazione. La proposta della delibera è stata adottata dal consiglio comunale, i tempi per le eventuali osservazioni sono trascorsi quindi in una delle prossime sedute ci dovrebbe essere la sua definitiva approvazione. Poi si potrà iniziare a parlare del progetto di restauro e riqualificazione. La cosa sarà, ovviamente, a carico del proprietario, sicuramente di chi deciderà di comprare il bene e fare i lavori in base al disegno che ha della villa. Ma prima di mettere mano ai lavori, il progetto dovrà avere il via libera della Sopritendenza.