Un'operazione a tenaglia degna di una strategia militare. Da una parte la corruzione, dall'altra l'abuso d'ufficio. E prima ancora un falso condono. Le due inchieste parallele sulla trasformazione di palazzo Raggi da parte del gruppo immobiliare Bonifaci, da perla settecentesca su via del Corso a contemporaneo megastore con appartamenti, hanno in realtà un punto di contatto: l'ipotesi di corruzione è retrodatata ad almeno tre anni fa, in carica la giunta Alemanno, quando l'abuso si sarebbe cominciato a realizzare. La circostanza emerge dalla notifica di proroga indagini inviata nei giorni scorsi a Giovanni Caudo, l'assessore alla Trasformazione urbana nella giunta Marino accusato di corruzione. La data riportata come periodo di commissione del reato è infatti antecedente alla sua entrata in carica. Il nome di Caudo emerge in un'intercettazione tra Giuseppe Costa e Antonello Fatello. Il primo è uno stretto collaboratore del costruttore Domenico Bonifaci (anche lui accusato di corruzione), l'altro è l'ex capo del IX Dipartimento del Campidoglio (responsabile anche per concessioni edilizie e condoni). I due sostengono di poter contare sull'appoggio di Caudo. «Appena avuta segnalazione di possibili irregolarità, l'assessore chiese le verifiche del caso e sospese in autotutela la delibera», sottolinea il difensore, Fabrizio Merluzzi. Allo studio c'era il modo di riproporla con le metrature esatte per evitare di pagare i danni al privato». L'abuso d'ufficio, dunque. Nel piano di recupero della «Riber srl» compare anche un mezzanino riadattato ad uso commerciale e condonato. Trasformazione in realtà mai avvenuta. Lo scopo dell'inserimento nel progetto è, secondo l'accusa, solo quello di estendere di 410 metri quadrati i lavori, sforando così la soglia lecita. «Non posso escludere che ci sia stata una corruzione», dice il predecessore di Caudo, Marco Corsini, indagato per abuso d'ufficio assieme agli altri nove membri della giunta Alemanno firmatari della delibera. «Di certo non la mia. La giunta ha solo approvato un progetto che ci veniva presentato come "corretto" su valutazioni tecniche che non spettavano a noi. E la delibera, questa come un'altra decina simili, è a firma della Giunta anziché del Consiglio comunale non per favorire qualcuno ma per rispettare le procedure di una legge regionale che mira ad accelerare gli iter». Amministratore unico della srl che presentava il progetto di recupero è Antonino Testa. Lo stesso che una visura catastale indica come amministratore delegato de «Il Tempo», il cui editore era nel 2012 Bonifaci.
ROMA - Palazzo Raggi, tangenti nel 2013
Un'inchiesta ha scoperto che un'operazione di trasformazione di un edificio storico a Palazzo Raggi è stata condotta con abuso d'ufficio e corruzione. L'operazione, che ha coinvolto l'assessore Giovanni Caudo e altri membri della giunta Alemanno, è stata condannata con un falso condono. La notifica di proroga delle indagini ha rivelato che l'abuso si è verificato già tre anni fa, durante la giunta Alemanno. L'inchiesta ha anche scoperto che l'operazione non è stata condotta con la prevista trasformazione, ma con la creazione di un mezzanino riadattato ad uso commerciale e condonato.
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