COMUNICATO DI ITALIA NOSTRA Urbanistica, la disastrosa legge Lupi passa alla Camera La legge Lupi è stata approvata dalla Camera dei Deputati. Se passasse anche al Senato ci troveremmo di fronte al rovesciamento dell'urbanistica, attraverso il trasferimento di poteri dal pubblico al privato e l'ingresso formale della rendita immobiliare al tavolo dove si decide. Tra i punti più gravi della legge vi sono 1) la sostituzione degli "atti autoritativi", e cioè la normale attività pubblica di pianificazione, con gli "atti negoziali con i soggetti interessati". Un diritto collettivo viene dunque sostituito con la sommatoria di interessi particolari come quelli immobiliari. I luoghi della vita comune, le città e il territorio vengono affidati al mercato. 2) la soppressione dell'obbligo di riservare determinate quantità di aree alle esigenze di verde, servizi collettivi (scuole, sanità, sport, cultura, ricreazione) e spazi di vita comuni per i cittadini, ottenuto decenni fa grazie a un impegno massiccio delle associazioni culturali. Gli "standard urbanistici" sono infatti sostituiti dalla raccomandazione di "garantire comunque un livello minimo" di attrezzature e servizi, "anche con il concorso di soggetti privati". 3) l'approvazione di un emendamento che introduce il silenzio-assenso per le concessioni edilizie, sostituendo così il "silenzio rifiuto" previsto fino ad oggi dall'articolo 20 del testo unico sull'edilizia. 4) l'esclusione della tutela del paesaggio e dei beni culturali dagli impegni della pianificazione ordinaria delle città e del territorio. Contraddicendo una linea di pensiero che, da oltre mezzo secolo, aveva tentato di integrare con la pianificazione i diversi aspetti e interessi sul territorio in una visione pubblica unitaria. Paesaggio e trasformazioni territoriali sono divisi: affidati a leggi diverse, a uomini diversi, a strumenti diversi. Italia Nostra invita i cittadini e tutte le forze sociali, culturali e democratiche a mobilitarsi affinché questa disastrosa legge, nota come Lupi, non passi anche al Senato.