Il Comune di Gorizia ufficializza con una delibera la sempre più ferma richiesta di rientrare nella proprietà dei beni mobili dei Musei provinciali, inviandola alla Regione e sperando quindi di chiudere al più presto la difficile questione. Il documento della giunta, votato all'unanimità lo scorso 18 febbraio, ribadisce la volontà più volte espressa dall'amministrazione di non disperdere l'attuale e prestigiosa proprietà della Provincia, costituita da beni storico- artistici, etnografici, archeologici, librari, fotografici ed archivistici espressione della cultura e dell'arte della millenaria storia della città di Gorizia. Beni il cui inventario conduce a una ragguardevole cifra che sfiora i 95 milioni di euro. La richiesta va nella direzione, quindi, «di non disperdere quello che può e deve essere considerato un unicum di grande valore per il territorio nella sua completa e inscindibile interezza» comunica il sindaco Ettore Romoli. Detto questo, la giunta goriziana chiede con forza alla Regione «il tempestivo avvio del necessario percorso per giungere alla modifica della legislazione regionale, per consentire alla comunità goriziana di mantenere la proprietà del patrimonio mobiliare museale e la eventuale possibilità, in subordine, di affidarne la gestione a soggetto da individuare». Un percorso che dovrebbe porre rimedio alle criticità riguardanti «la legittimità dell'iter normativo che ha definito il contesto della legge attualmente in vigore». Infine, l'esecutivo comunale ribadisce nuovamente la volontà di gestire tale patrimonio da sola e poi, in subordine, «con altri soggetti qualificati, in forme da stabilire». Questo perché, se è vero che il Comune, anche nella delibera, dichiara «di essere in grado sia dal punto di vista finanziario che tecnico di gestire direttamente il patrimonio museale di Gorizia» è ancora aperta la partita che consentirà di valutare la possibilità di gestire il patrimonio museale anche con realtà come la Fondazione Carigo, che già aveva espresso il proprio interesse. «Questo atto chiarisce definitivamente la posizione del Comune a difesa del patrimonio dei goriziani accumulato in centinaia di anni insiste il sindaco , e che oggi per una incomprensibile decisione della Regione viene messo a rischio. Mi auguro quindi che il consiglio regionale, lunedì, bocci o almeno modifichi profondamente il testo presentato dall'assessore alla cultura, che aggrava i costi, scontenta Gorizia e Codroipo e crea un'inutile carrozzone di cui beneficeranno solo alcune persone di cui è facile intuire i nomi e i cognomi». Ora la parola spetta di nuovo alla Regione, dopo una serie di passaggi che, per quanto riguarda le realtà goriziane interessate, sono stati più che altro interlocutori. L'ente maggiore in grado viene chiamato a giungere a una modifica concreta e inoppugnabile della legislazione regionale al fine di chiarire la posizione patrimoniale. Nella delibera si ricorda anche che in questo modo si porrebbe «rimedio alle criticità, evidenziate da più parti, riguardanti la legittimità dell'iter normativo che ha definito il contesto legislativo attualmente in vigore».