«Non solo doverosamente ricordare i nostri morti, la nostra gente, il valore della ricostruzione del Friuli terremotato, quel "modello Friuli" che con orgoglio rivendichiamo e allo stesso tempo vogliamo mostrare e illustrare a tutto il Paese , ma al contempo ribadire l'indispensabile supporto della comunità nazionale e internazionale nella fase di ricostruzione e come da quei terribili mesi del 1976 il Friuli, e il Friuli Venezia Giulia tutto, da quelle macerie fisiche, non certo morali, seppe rinascere e rifiorire». La presidente della Regione, Debora Serracchiani, riassume così il senso dell'impegno della Regione per la commemorazione del quarantesimo anniversario del terremoto. Serracchiani nel 1976 non era in Friuli e forse anche per questo ci tiene a realizzare un programma in grado di ricordare, ma anche di mettere a disposizione della comunità i risultati ottenuti dalla ricerca in questi 40 anni anche sul fronte della prevenzione sismica. Il campo di addestramento che sorgerà a Portis vecchia è solo un esempio. «È rimasta in piedi una casa con la croce di Sant'Andrea intatta ed è oggetto di studio da parte di diversi docenti universitari» aggiunge la presidente rivelando che sta lavorando con la Soprintendenza ai beni paesaggistici e architettonici del Friuli Venezia Giulia per ricollocare sul duomo di Venzone le statue, già restaurate e ancora mancanti agli angoli delle pareti dove giacciono i supporti in ferro. Un progetto ambizioso che, per ragioni di tempo, potrebbe slittare a dopo il 6 maggio. Ma proprio perché alla scossa del 6 maggio è seguita quella, altrettanto disastrosa, del 15 settembre, è naturale che la commemorazione prosegua per tutto l'anno. L'obiettivo è creare una sorta di memoria collettiva affinché divenga materia di studio per le nuove generazioni. Non a caso la Regione ha finanziato anche la sala multimediale del museo Tiere Motus dove sono conservati, in formato digitale, i progetti di ristrutturazione delle case danneggiate dal sisma. Altrettanto significativi i progetti di Gemona, l'altro Comune simbolo del terremoto del 1976.
Doveroso ricordare il valore della ricostruzione del Friuli
La presidente della Regione Friuli-Venezia Giulia, Debora Serracchiani, ha ricordato il quarantesimo anniversario del terremoto del 1976, che ha devastato il Friuli e il Friuli-Venezia Giulia. La commemorazione è stata programmata per il 6 maggio, ma è stata estesa per tutta l'anno. La Regione ha finanziato diversi progetti per ricordare il terremoto, tra cui la creazione di un campo di addestramento per le persone sismiche e la ricollocazione delle statue sul duomo di Venzone. La Regione ha anche finanziato la sala multimediale del museo Tiere Motus, dove sono conservati i progetti di ristrutturazione delle case danneggiate dal sisma.
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