ASSALTO AL turismo, Palazzo Vecchio scende in campo. Anzi sul mercato. Se oggi il governo dei flussi è unicamente affidato agli operatori privati, con la conseguenza di una dorata anarchia in grado di riempire la città di 20 milioni di turisti l'anno che arricchisce pochi gruppi e lascia i costi alla collettività, ora il Comune si decide alla prima, seria manovra di controllo e programmazione. Un sito internet, il sogno è replicare qualcosa di simile ai celebri "Visit London", "Parisinfo" e "Nycgo", in cui non solo si imbatta come prima scelta o quasi chi cerca Firenze su Google ma soprattutto, accanto all'arte e alla storia della città, sarà possibile comprare servizi. Camere d'albergo, bb, la card dei musei e perché no taxi, ristoranti, bus. «Si chiamerà Destination Florence, abbiamo dato mandato al Convention bureau di progettarlo, speriamo veda la luce entro l'anno», annuncia l'assessore al turismo di Palazzo Vecchio Giovanni Bettarini. IL PROGETTO ASSESSORE, una settimana fa l'allarme sull'insostenibile aumento dei visitatori lanciato dalla ricerca della Fondazione Cesifin, ora per tenere sotto controllo i numeri volete mettervi ad affittare direttamente voi le camere d'albergo? «Non scherziamo, questa è un'altra operazione. Noi siamo in presenza di una risorsa, il turismo, dal valore enorme. Ma siamo anche consapevoli che questi enormi flussi di visitatori che scelgono Firenze, destinati peraltro a crescere, devono essere governati. Finora lo abbiamo fatto, e io ritengo bene, con la promozione, le iniziative, le politiche culturali. Destination Florence è il passo successivo. Parigi, Londra, New York hanno grandi siti istituzionali, dove si può trovare di tutto: informazioni sui quartieri, mostre, eventi, ma pure la possibilità di prenotare alberghi, cercare ristoranti o negozi. Noi vogliamo tentare, avvalendoci di un soggetto terzo e privato, senza stare direttamente sul mercato chiaramente, di replicare quel tipo di esperienze. Nella convinzione che sia un modo efficace, dato che è il primo contatto col viaggiatore, per orientare i flussi e fare una politica di programmazione turistica». Avere una piattaforma istituzionale on line della città di Firenze oltre ad Airbnb e alle migliaia di siti di tour operator, alberghi e agenzie non è certo garanzia che poi tutti i turisti non si riversino nel chilometro magico del centro pe- rò, dove già nel 2014 si contavano 5.866 turisti pernottanti per chilometro quadrato... «Non di per sé, certo. La nostra ambizione però è che il soggetto privato che gestirà il portale provi a condizionare le scelte dei viaggiatori, con uno strumento di questo tipo si può. Valorizzando per il soggiorno zone della città in cui ad esempio il Comune promuove particolari iniziative, incentivando mobilità e percorsi alternativi e nuovi. Tutte strategie che intendiamo condividere con la Camera di commercio che intende mettere in piedi un bel tavolo di confronto». Per orientare i flussi non avete pensato che anche una segnaletica migliore possa aiutare? «Infatti la cambiamo. Abbiamo appena ottenuto un finanziamento da 700 mila euro dal ministero del turismo che spenderemo su nuova cartellonistica e nuove tecnologie: entro l'anno la Firenze Card diventa anche virtuale e acquistabile sullo smartphone ». Rimane il tema di chi paga il costo del mantenimento della città in condizioni di sostenibilità per il futuro. La stangata sui bus turistici ci sarà, aumenterete pure la tassa di soggiorno? «E' già al massimo e nel 2015 ha fruttato quasi 28 milioni di euro. Non è quello il tema anche se stando alle previsioni di crescita degli arrivi e al fatto che dall'autunno dovrebbero iniziare a pagarla anche le cosiddette locazioni turistiche private tramite Airbnb, l'introito anche dovrebbe salire. Il punto è un altro. E noi lo abbiamo esplicitato in una lettera al ministro Franceschini: è la legge sulla tassa di soggiorno, quella che la istituì nel 2011 che va modificata ». In che modo? Volete applicarla anche sulle attività come bar e ristoranti? «No. Noi abbiamo chiesto al governo di modificare la tassa di soggiorno andando nel senso della proporzionalità: anziché a stelle la tassa dovrebbe essere pagata sul costo della camera. Questo ha un senso nel dibattito sui flussi, meno tassa quando il costo della camera scende: è importante rendere più competitiva la nostra offerta ricettiva nella bassa stagione. Al governo abbiamo pure chiesto di semplificare: oggi per pagare la tassa servono 70 pagine di burocrazia. E poi anche le locazioni turistiche extra alberghiere dovrebbero essere comprese nella tassa per legge nazionale. Strumenti più flessibili, l'Anci ha fatto propria la proposta, c'è grande collaborazione col governo».