Del carico facevano parte alcuni cesti rivestiti di pece che sono stati restaurati in Svizzera e che contenevano derrate alimentari e frutta come mostra il rinvenimento all'interno di uno di essi di un nocciolo di pesca. "Gela in età greca era una città ricca, bella e molto vivace prosegue Guzzardi abitata da artigiani, commercianti e agricoltori facoltosi e proprietari terrieri. Possedeva un grandioso porto commerciale a cui si affiancava un mercato: chi arrivava dal mare ammirava l'immagine di una affascinante città adagiata sulla costa e sovrastata dall'Acropoli. Ancora oggi, a Bosco Littorio, sono ben visibili i resti di questo Emporio greco con le sue strutture destinate alla vendita delle merci e costruite in mattoni crudi". Il commercio si svolgeva nei pressi della foce del fiume Gela e, in età antica, erano i fiumi le "autostrade" da percorrere all'interno della Sicilia. Non stupisce dunque se nel carico della nave naufragata vi fossero oggetti di pregiata manifattura come ceramiche a vernice nera e rossa che provengono dalla polis di Atene e dall'isola di Chio. Significativi anche gli oggetti ritrovati nella cambusa della nave, tra cui uno stilo in osso con cui il comandante della nave scriveva il diario di bordo o, ancora, oggetti di culto usati dai marinari nel loro piccolo altare di bordo per propiziarsi le divinità dell'Olimpo durante la navigazione. La nave e la sua storia saranno protagonisti di una mostra-evento che sarà inaugurata giovedì alle 11 in due sale del Museo archeologico di Gela ma saranno anche fulcro del "Museo dei relitti" che la Sicilia attende da anni e che nascerà all'interno del Parco archeologico nisseno: 5 milioni e 300mila euro è la somma stanziata per questa nuova struttura museale che celebra la Sicilia come crocevia di storia tra Oriente e Occidente. Il 13 novembre 2004, i legni della nave sono stati avvolti in speciali pellicole impermeabili per conservarne il contenuto d'acqua e trasferiti nei laboratori di Portsmouth: qui sono stati immersi in vasche d'acqua per evitare il processo di essicazione e poi consolidati attraverso immersioni in vasche con Peg: un materiale che sostituisce gradualmente le particelle d'acqua usato per il restauro della nave vichinga di Stoccolma