"IN quanto alcune disposizioni, consentendo interventi edilizi in aree tutelate, senza prevedere il necessario rispetto delle procedure previste dalla legge statale e dall'ordinamento comunitario, violano la competenza legislativa esclusiva statale in materia di tutela dell'ambiente e di tutela del paesaggio, di cui all'articolo 117, primo e secondo comma, lett. s), della Costituzione. Altre disposizioni, riguardanti l'approvazione di varianti da parte della Regione senza le prescritte autorizzazioni paesaggistiche, violano l'art. 117, secondo comma, lettera s), della Costituzione, che riserva allo Stato la potestà legislativa in materia di tutela del paesaggio": ecco le motivazioni con cui ieri il consiglio dei ministri ha deciso di impugnare la Legge sul Piano casa, redatta dall'assessore all'Ambiente Marco Scajola e sostenuta dal presidente della Regione, Giovanni Toti, approvata dal consiglio regionale a dicembre. «GIÙ le mani dai Parchi della Liguria », suona così, la parafrasi della decisione del governo di impugnare il Piano Casa della Regione Liguria. Che più organicamente dichiara: «Il Piano Casa vìola l'articolo 117 della Costituzione: lo impugnamo ». Ecco cosa accade alla prima legge regionale varata dal governo Toti, dal suo insediamento. Il verdetto, che punta il dito contro "interventi edilizi in aree tutelate senza il necessario rispetto delle procedure", arriva dal consiglio dei ministri di ieri. Per il via libera alle costruzioni nei parchi, dunque, e all'autorizzazione di varianti, il pollice del governo si è rivolto all'ingiù. La legge finirà dunque sul banco della Corte Costituzionale, che dovrà pronunciarsi proprio sulla costituzionalità e, se il parere sarà negativo, la legge sarà annullata. Fino alla sentenza della Corte, però, il piano Casa rimane in vigore, poiché regolarmente approvato a dicembre scorso. «Ricorriamo anche noi alla Corte Costituzionale - rispondono l'assessore regionale all'Urbanistica, Marco Scajola e il presidente della Liguria, Toti - intanto apportiamo le due modifiche richieste, perché sono minuzie, tecnicismi. L'impianto della legge non è stato toccato. E questa è una nostra grande vittoria. Tutto quello che in sede di discussione era stato contestato, è passato. L'impugnativa del nostro testo è solo politica. Ce lo aspettavamo dal governo Renzi». Non si tratta più delle bagarre nelle commissioni regionali, degli infuocati dibattiti in aula, delle forti prese di posizione di esponen- IL CASO MICHELA BOMPANI ti del governo, come il sottosegretario del Mibact, Ilaria Borletti, o di grandi intellettuali come Salvatore Settis o delle principali associazioni ambientaliste, dal Wwf, al Fai a Italia Nostra, neppure della bocciatura del testo, a novembre, da parte del Consiglio delle autonomie locali: contro un legge accusata fin dalla sua prima bozza di cementificare la Liguria, arriva il verdetto del governo, che ieri ha deliberato l'impugnativa, proposta dal ministro per gli affari regionali e le autonomie, Enrico Costa. A finire nel mirino del consiglio dei ministri, e a mettere la legge nel cono d'ombra dell'incostituzionalità, sono tre articoli specifici del Piano Casa, come spiega l'assessore regionale Scajola : «Il comma 3 dell'articolo 5, dove abbiamo demandato agli enti parco di poter fare interventi con il Piano Casa. Ovvero indichiamo che gli enti Parco possano fare una variante al piano del Parco per poter ammettere il Piano Casa. Secondo il governo dobbiamo precisare che questo è possibile farlo perché segue le procedure di legge nazionali. E noi lo preciseremo: si tratta di un'inezia, appunto ». Gli altri capitoli su cui si sono concentrate le attenzioni del cdm sono gli articoli 6 e 7 della legge regionale: «Nel passaggio in cui la Regione dichiara di dover approvare l'applicazione del Piano casa da parte degli enti e rilasciare l'autorizzazione paesaggistica, secondo il governo dobbiamo precisare che questa autorizzazione è rilasciata secondo la normativa nazionale. Lo aggiungeremo. Un'altra inezia», prosegue Scajola. Mentre rimarrà in vigore il Piano Casa 1, quello approvato a dicembre, le modifiche approntate da Scajola, con i tre articoli in questione, ricominceranno l'iter: passeranno in commissione, poi in aula e poi diventeranno legge. A quel punto entrerà in vigore il Piano Casa 2. «Andremo avanti contro i signori del no attacca il presidente della Regione, Toti - che per mesi hanno strumentalizzato media e opinione pubblica, cercando di impedire l'approvazione di un atto voluto dai liguri e utile al rilancio del lavoro e dell'economia del territorio. E quando le Regioni lavorano con buon senso, per rilanciare l'edilizia e la riqualificazione del territorio, mette i bastoni tra le ruote agli amministratori locali. Non sanno rinunciare a freni e burocrazia ed è per questo che l'Italia non riparte». Toti ribadisce che «le precisazioni richieste dal governo riguardano argomenti secondari e non inficiano la portata della legge: che è e rimane in vigore in Liguria». E l'assessore Scajola prosegue, e minimizza: «Non ci arriverà alla Corte Costituzionale, noi correggeremo il testo e tutto andrà a posto». Se non arriverà alla Corte Costituzionale.
"Legge incostituzionale" Il Piano Casa di Toti bocciato dal governo
Il Consiglio dei Ministri ha deciso di impugnare la Legge sul Piano Casa della Regione Liguria, approvata a dicembre scorso. La legge è stata accusata di violare l'articolo 117 della Costituzione, che riserva allo Stato la potestà legislativa in materia di tutela del paesaggio. Il governo sostiene che la legge contiene tre articoli inficianti la costituzionalità, relativi all'approvazione di varianti e all'autorizzazione paesaggistica. La legge è stata approvata dal Consiglio Regionale e sostiene il presidente della Regione, Giovanni Toti. La Corte Costituzionale dovrà pronunciarsi sulla costituzionalità della legge. Fino alla sentenza, il Piano Casa rimarrà in vigore.
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