PERDERE il titolo di Patrimonio dell'Umanità sarebbe la conseguenza estrema, la pena massima prevista dalle "leggi" dell'Unesco. Non si arriverà a tanto, c'è da presumere. Ma l'istruttoria aperta dall'agenzia dell'Onu sulla Cavallerizza, parte integrante del Palazzo Reale, e quindi delle "Residenze Sabaude" riconosciute World Heritage, non è una nota di merito. Dall'Unesco è partita una richiesta di chiarimenti sull'operazione messa in cantiere dal Comune, che nel 2007 ha comprato il complesso monumentale dal Demanio per 14 milioni di euro tentando da allora di piazzarlo, senza mai riuscirci, sul mercato immobiliare. L'indagine è una conseguenza diretta dell'esposto presentato il 2 ottobre dallo storico dell'arte Tomaso Montanari e dall'Assemblea 14:45, che da ventuno mesi occupa le scuderie reali per scongiurarne la vendita ai privati. Una lettera firmata dal direttore del centro per il patrimonio mondiale, Mechtild Rossler, è stata recapitata all'ambasciatore italiano all'Unesco, Vincenza Lomonaco, che ha subito provveduto a inoltrarla al ministero dei Beni culturali, dove è stata protocollata il 7 gennaio. Rossler comunica che l'agenzia internazionale ha aperto un'istruttoria, tecnicamente una procedura di "monitoraggio reattivo" ai sensi del paragrafo 174 delle linee guida per il Patrimonio dell'Umanità. «Vi chiediamo scrive il direttore Unesco alla delegata italiana di verificare il contenuto delle informazioni che abbiamo ricevuto e ci aspettiamo al più presto chiarimenti in proposito». Dal ministero la patata bollente è passata alla Soprintendenza torinese, alla quale toccherà rispondere punto per punto ai rilievi mossi dall'esposto del professor Montanari. «La Soprintendenza ricorda la direzione generale del ministero, citando un precedente atto della soprintendente Luisa Papotti ha assicurato l'impegno a seguire tutte le fasi progettuali e decisionali al fine di garantire la salvaguardia del bene». L'ente di tutela è pure entrato a far parte del protocollo promosso dal Comune per la redazione del nuovo masterplan della Cavallerizza che prevede la "decartolarizzazione" del teatro e la destinazione pubblica del pianterreno del complesso. Adesso, però, dovrà dare all'Unesco ulteriori chiarimenti, spiegando la situazione per filo e per segno. Soprattutto rispetto alla modifica dell'assetto proprietario delle scuderie reali, che fu autorizzato il primo agosto del 2005 dall'allora direttore regionale dei Beni culturali, Mario Turetta. Un atto che apriva anche a destinazioni «residenziali e commerciali, purché non invasive e rispettose del contesto storico». Non a caso il cambio di proprietà è tra le condizioni indicate dall'Unesco per determinare la diminuzione di protezione di un bene, tanto da richiederne l'iscrizione della "lista del Patrimonio mondiale in pericolo". Una pena a metà tra l'archiviazione completa dell'esposto e la cancellazione dalla lista del Patrimonio dell'Umanità. «C'è una richiesta di chiarimenti: risponderemo» assicura il sindaco Piero Fassino, certo che l'intera questione si risolverà in una bolla di sapone. «Vi assicuro ha ribadito ieri mattina all'Assemblea 14:45, ricordando l'incontro avuto quasi un anno fa all'inaugurazione dell'Egizio che la Cavallerizza avrà destinazione culturale».