Un progetto da 300 milioni di euro da realizzare in 5 anni. Questo dovrebbe essere il progetto "Pinocchio 2020", presentato in Regione l'estate scorsa dalla società Metamorfosi. Non si tratta di un progetto alternativo al "Parco degli amici europei di Pinocchio", approvato nel 2003, "riesumato da qualche giorno" e ufficialmente pronto a partire, bensì di un ampliamento dell'offerta turistica del territorio collodese. «Un'estensione dell'attuale parco» secondo la definizione che ne ha dato Federico Incerpi (nella foto), l'imprenditore che attraverso Metamorfosi porta avanti il progetto, che si svilupperà sulla collina che guarda verso Pescia, in direzione Marzalla, su una superficie di 60 ettari, capace di portare tre milioni di turisti all'anno e in grado di creare un migliaio di posti di lavoro. (m.s.)di Maria Salerno wPESCIA Se ne discute da almeno 15 anni, ma il "nuovo" parco di Pinocchio rimane, a tutt'oggi, un progetto che vive solo sulla carta. E anche il progetto, sebbene approvato all'unanimità dal consiglio regionale della Toscana, nel frattempo è invecchiato. Tale approvazione, infatti, risale al lontano 2003. Da allora tanto è stato detto, scritto e spesso anche propagandato, ma nulla di concreto è finora stato realizzato. Lo scorso marzo, la commissione regionale ambiente ha accolto le osservazioni dell'amministrazione pesciatina al Piano paesaggistico della Regione Toscana per l'integrazione paesaggistica del piano di indirizzo territoriale (Pit) finalizzate a non porre limitazioni o vincoli nella zona circostante Collodi, che potevano incidere, in qualche modo, sullo sviluppo del progetto parco di Pinocchio. Questo aveva creato grandi aspettative, ma a distanza di quasi un anno, sono seguiti pochi fatti. Almeno fino a questi giorni, in cui il presidente della Fondazione nazionale Carlo Collodi, Pier Francesco Bernacchi ha annunciato che «qualcosa si sta muovendo». Infatti, il progetto di 13 anni fa sembra essere stato "aggiornato" per così dire, tenendo conto delle variazioni che nel frattempo sono intervenute. «Abbiamo elaborato, revisionato, ampliato e modificato quel programma che fu approvato allora - ha spiegato Bernacchi - riattualizzandolo alla luce dei cambiamenti avvenuti in questi anni e con una visione molto più ampia di quella di allora. Si tratta di una proposta ancora aperta a contributi, in vista del suo miglioramento e della sua migliore realizzazione». Il parco in questione è quello "degli amici europei di Pinocchio", che dovrebbe essere dedicato, oltre che al famoso burattino uscito dalla penna di Carlo Collodi anche ai personaggi più famosi delle fiabe di tutta Europa, da Alice nel paese delle meraviglie a Biancaneve. I proponenti rimangono la Fondazione Nazionale Carlo Collodi, i Comuni di Pescia e Capannori e le amministrazioni delle ex Province di Lucca e Pistoia, a cui quest'anno si sono aggiunti i ministeri delle Finanze, dei Beni culturali, dell'Istruzione e Invitalia, l'agenzia finanziaria dello Stato che cura i programmi di sviluppo del settore turistico e dell'economia. Si parla anche dell'acquisizione da parte pubblica della villa del giardino Garzoni. E c'è anche il progetto "Pinocchio 2020", presentato lo scorso anno dalla società Metamorfosi, che allo scopo ha anche acquistato sul territorio collodese, l'ex cartiera Panigada. Sarebbe paradossale che dopo anni di nulla di fatto, sorgessero a breve ben due parchi dedicati a Pinocchio. Succederà, così? «Alla Fondazione è stata chiesta la possibilità di utilizzare il marchio parco di Pinocchio - ha precisato Bernacchi - allo scopo di realizzare un parco sulla collina di fronte a quella dove noi siamo interessati a realizzare il parco degli amici europei di Pinocchio, noi abbiamo detto sì se si tratta di un progetto volto ad ampliare l'offerta turistica della zona, che soprattutto sia rivolto all'edutainment, vale a dire ad una forma di intrattenimento che abbia una valenza educativa. Ciò detto non so dirle se e quando sorgerà».