BICINICCO I cedri di Cuccana non si devono abbattere: lo affermano alcuni ambientalisti, ma anche la popolazione locale è dispiaciuta per la sentenza di morte decretata alle annose piante in nome della tutela dei beni storico-artistici. In una nota Ottorino Savani, referente per il comitato Tutela salute territorio e ambiente, con sede a Lavariano, segnala «l'annunciato taglio delle maestose piante di fronte alla chiesa di San Marco» e chiede, «in base alle leggi vigenti, un ravvedimento sulla decisione», ricordando la funzione ecologica rispetto all'inquinamento rappresentata dalla presenza degli alberi. Sulla questione nei giorni scorsi l'amministrazione comunale, presente il sindaco Giovanni Bossi, ha organizzato un incontro con la popolazione, riferendo che l'indicazione di eliminare gradualmente i cedri, considerati essenze non autoctone, viene dalla Soprintendenza nell'ambito del progetto di riqualificazione in atto della piazza. Lo scopo è valorizzare la visuale della chiesa, che si pensa del IX secolo, ricostruita nel 1500. «Anche il gelso non è autoctono, è venuto dalla Cina fa notare un altro ambientalista presente all'incontro, Bruno Repezza, tra l'altro ex funzionario dello stesso ente di tutela , eppure è considerato simbolo della friulanità». L'assessore Remo Cavedale, residente a Cuccana, informa che la gente non è contenta che si abbattano i cedri. «Uno colpito dal fulmine riferisce l'esponente di giunta , alcuni altri sono malati, ma quelli sani è peccato eliminarli. Il sindaco prenderà contatto a breve con la Soprintendenza».(p.b.)