Canossa: la Provincia di Reggio gestirà il maniero fino al 31 marzo in attesa che intervengano la Regione e il ministero CANOSSA. Un altro mese per cercare di salvare il castello di Canossa dal quasi certo oblio. Per tentare di evitare che la gestione del maniero in cui, nel 1077, Enrico IV si inginocchiò in segno di sottomissione a papa Gregorio VII, venga affidato al solo custode, senza più visite guidate, attività di approfondimento e, soprattutto, un'apertura estesa e garantita . «Mi ha telefonato il presidente Giammaria Manghi afferma, entusiasta, il sindaco Luca Bolondi e mi ha comunicato che la Provincia gestirà il sito fino al 31 marzo. Non senza fatiche, perché già sostenere la prima proroga era stato impegnativo, ma lo hanno deciso per dare a Regione e ministero il tempo di intervenire». Una buona notizia per Canossa. Tra l'altro non l'unica. A difesa del suo castello, infatti, Matilde adesso può contare su nuovi e agguerriti "cavalieri". A fianco del sindaco Bolondi, sceso per primo in campo spalleggiato dalla Provincia che aveva inizialmente prorogato la sua gestione fino al 29 febbraio , si erano già mobilitati comitati e cittadini, ma ora è la volta dell'Unione dei Comuni della Val d'Enza. Nell'ultima seduta consiliare, l'Unione ha formalmente chiesto alla Regione «di sostenere progettualmente ed economicamente la gestione del polo museale di Canossa e dell'area circostante». Al ministero per i Beni e le attività culturali e al Polo museale di Bologna, invece, è stato chiesto «di elaborare e realizzare un progetto di valorizzazione del sito, sostenendo inoltre il costo di gestione del complesso museale del castello di Canossa». E se la speranza è tenuta viva dal ministro Dario Franceschini, che qualche giorno fa aveva dichiarato di voler inserire il castello di Canossa nella lista dei siti archeologici e artistici di interesse nazionale, i "cavalieri" di Matilde sono alla ricerca di fatti più concreti che possano garantire la tutela e la riqualificazione del polo. «Il castello di Canossa motivano dall'Unione rappresenta, non solo per il territorio reggiano ma per l'intera comunità mondiale, un patrimonio architettonico di inestimabile valore, testimonianza tangibile di uno degli episodi che hanno plasmato la storia dell'occidente. Inoltre aggiungono il maniero attira sul territorio della Val d'Enza in particolare, e della provincia di Reggio in generale, un'importante affluenza turistica, che raggiunge la quota di circa 20mila visitatori l'anno». «Ringrazio tutti i sindaci e i consiglieri dell'Unione commenta il sindaco Bolondi per il sostegno e l'attenzione dimostrate. L'appello dell'Unione all'intervento del ministero e della Regione, infatti, rafforzano in modo concreto e significativo i passi che il Comune sta facendo per garantire la conservazione e la piena fruibilità del castello, patrimonio di tutta la comunità internazionale sul quale occorrono interventi coordinati e investimenti di ampio respiro».
CANOSSA - Un altro mese per salvare il castello
La Provincia di Reggio gestirà il maniero di Canossa fino al 31 marzo, in attesa che la Regione e il ministero intervengano. La gestione del sito è stata prorogata per dare tempo a Regione e ministero di intervenire. L'Unione dei Comuni della Val d'Enza ha chiesto alla Regione di sostenere progettualmente ed economicamente la gestione del polo museale di Canossa e dell'area circostante. Il ministero per i Beni e le attività culturali e il Polo museale di Bologna hanno ricevuto richieste di elaborare e realizzare un progetto di valorizzazione del sito. Il castello di Canossa rappresenta un patrimonio architettonico di inestimabile valore e attira una importante affluenza turistica.
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