Stefano Buzzi, geometra di San Giuseppe, e Alberto Zetti, architetto di Firenze, ieri sera in consiglio comunale hanno ritirato la targa di riconoscimento loro assegnata, in qualità di vincitori del concorso di idee per la scelta del nome e del logo del museo archeologico comacchiese. Una scelta non facile e che tra l'altro ha consentito di premiare due professionisti di grande valore. E per gli stessi professionisti un motivo di grande soddisfazione e grande orgoglio. Nella seduta del 30 novembre scorso furono resi noti, insieme ai nomi dei due vincitori, anche la scelta del nome della nuova struttura museale, che si chiamerà "Museo Delta Antico", la cui apertura è confermata nel breve all'interno dell'ospedale settecentesco degli Infermi, uno dei tesori di Comacchio. L'assessore alla cultura Alice Carli ha riepilogato il percorso compiuto recentemente dalle gare per il trasporto dei reperti restaurati che dal museo archeologico nazionale di Ferrara presto torneranno a Comacchio, sino alla comunicazione multimediale integrata. «È una giornata storica ha commentato l'assessore mentre si preparavano gli attestati di premio per i vincitori - , siamo prossimi all'apertura del museo, ringrazio i vincitori del concorso di idee. Ora bisogna interagire con la comunità e con le associazioni perché il museo è una realtà viva, di tutta la comunità». Anche il dirigente Roberto Cantagalli, unendosi ai ringraziamenti, ha aggiunto «che la popolazione attende il ritorno dei reperti da Ferrara in questo che è uno dei siti archeologici più importanti a livello nazionale.». Il sindaco Marco Fabbri ha sottolineato che «i tempi sono maturi per l'apertura e va sottolineato che in tempi di crisi apriamo un museo in un territorio che conta 23mila abitanti. Sono lieto - ha detto ancora il primo cittadino di Comacchio - di ospitare in questa aula un giovane del territorio e un architetto di Firenze, che legano il loro nome al nuovo museo, disegnando insieme alla comunità una pagina importante della storia di questo territorio». I vincitori con emozione si sono detti onorati del riconoscimento. Un bel momento per loro e per la intera cultura di questo territorio.