PIEVE DI CADORE La Magnifica Comunità del Cadore ha completata la prima parte del progetto che ha visto nascere la «Rete Museale Cadore Dolomiti». In questa fase è stata costituito un ufficio di coordinamento, è stato realizzato il sito web www.museicadoredolomiti.it ed è stata fatta una serie di filmati in varie lingue. Di questa rete fanno parte: la casa natale di Tiziano Vecellio e il Museo Archeologico Cadorino di Pieve; il Museo Civico Vittorino Cazzetta di Selva; il Museo Etnografico al Pojat di Zoppè; il Museo della Latteria di Lozzo; il Museo Corte Metto di Auronzo; il museo Algudnei di Comelico Superiore; la Casa della Civiltà contadina e il Museo etnografico Giovanni Fontana di Sappada. Ma quali sono le prospettive future per questo settore? Lo chiediamo a Matteo Da Deppo, coordinatore della Rete: «L'intenzione della Magnifica è che grazie alla Rete sia possibile continuare il positivo trend del 3 degli ultimi anni attraverso delle azioni sostenibili che migliorino l'assetto espositivo delle collezioni, approfondendo scientificamente alcune tematiche legate al patrimonio della Magnifica: dall'archeologia, alla storia, all'arte. Inoltre dare continuità all'animazione e agli eventi di approfondimento, relazionandosi in maniera sempre migliore con le istituzioni museali e culturali del territorio cadorino, tessendo costanti rapporti con le vallate limitrofe perché il museo non può essere isolato all'interno dello scenario sociale, ma deve diventare protagonista importante del miglioramento generale. Sono previsti 10 progetti di laboratori che saranno affidati all'archeologo Diego Battiston». Com'è possibile agire? «L'intento è quello di innalzare il museo, oltre ad avere un ruolo di attivatore sociale anche di attrattore territoriale, vale a dire di aumentare la visibilità del sistema locale, diventando protagonista a tutti gli effetti degli eventi culturali e artistici che il territorio organizza». «Un protagonismo - spiega Da Deppo - che può essere realizzato attraverso l'apporto che la sua presenza dà all'orientamento dei flussi turistici, agli investimenti e alla copertura mediatica. Tutto ciò però presuppone un'attività permanentemente collegata con tutte le realtà della Rete, alla quale fornisce eventi e nello stesso tempo ne riceve. Quindi non più attività scollegate tra loro, ma bensì pensate e realizzate in un unico centro direzionale. In questo modo il turismo e i normali fruitori dei musei, avranno programmi precisi, che grazie alla copertura mediatica saranno diffusi e conosciuti da tutti».
Fa passi avanti la rete dei musei delle Dolomiti
La Magnifica Comunità del Cadore ha completato la prima parte del progetto Rete Museale Cadore Dolomiti. Il progetto ha visto la creazione di un ufficio di coordinamento, un sito web e filmati in varie lingue. La rete comprende 9 musei e istituzioni culturali del Cadore. Il coordinatore Matteo Da Deppo spiega che l'intento è quello di continuare il positivo trend del 3 degli ultimi anni attraverso azioni sostenibili che migliorino l'assetto espositivo delle collezioni e approfondiscano tematiche legate al patrimonio della Magnifica. Sono previsti 10 progetti di laboratori e si intende innalzare il museo come protagonista importante degli eventi culturali e artistici del territorio.
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