Fondazione Cassamarca cede l'area a un gruppo immobiliare veneto Palazzo Bortolan verrà invece affittato a Unicredit per 9 anni a 3.6 milioni Fondazione Cassamarca ha ceduto l'ex Questura di via Carlo Alberto a un gruppo imprenditoriale veneto per una cifra che si aggira sui 15 milioni: a breve partirà il cantiere per la riconversione dell'area in complesso residenziale e commerciale. E lo storico palazzo Bortolan, in riva al Sile, denominato palazzo dell'Umanesimo Latino, sarà affittato, per due terzi, a Unicredit con un contratto di 9 anni ( 9 anni) a un canone che sfiora i 400 mia euro l'anno. Aprirà un centro direzionale di Unicredit Le due operazioni sono state ufficializzata ieri, nel consiglio di indirizzo di Fondazione, dal consigliere Pietro Semenzato, amministratore unico di Appiani Srl e delegato alla politica immobiliare di Ca' Spineda. Sull'ex Questura c'è un programma di riqualificazione urbana e di cambio destinazione d'uso già approvato dal Comune e dalla Soprintendenza ai Beni Architettonici del Veneto. In una nota, Fondazione sottolinea come «questi due importanti interventi, in sintonia con gli intendimenti dell'amministrazione comunale, vogliano essere un contributo efficace alla politica di rivitalizzazione del centro storico di Treviso, intervenendo in due importanti e strategiche aree del contesto urbano». E lo stesso Semenzato, ieri in consiglio, non ha esitato a definire «fondamentale» l'operazione, «strategica per il futuro del centro di Treviso e per il suo sviluppo, per le sue diverse implicazioni e risvolti». Non c'è solo un altro contenitore vuoto che trova (in breve tempo) una nuova vita. Il nuovo complesso sorge a poca distanza da Santa Caterina e confinerà fra poco con il tempo della collezione Salce, l'ex chiesa di San Gaetano, due poli del rinascimento culturale cittadino, nei piani dell'amministrazione. E dunque il complesso sarà un test importantissimo per valutare il nuovo appeal del centro. Ma è già una risposta allo svuotamento degli anni passati. L'ex questura è in realtà un agglomerato di edifici, distribuiti su 5mila metri quadri attorno al cortile di due storici immobili del Seicento, poi divenuti, fra '700 e '800, palazzo Gritti e palazzo Barea Toscano: 24mila metri cubi e una superficie complessiva di 7.000 metri quadrati. Cosa nascerà? Il progetto di partenza, firmato dall'architetto Gianfranco Trabucco, crea un complesso molto green, una «F» rovesciata, con terrezze e giardini pensili, a metà strada fra la torre campanaria di Madona Granda e il campanile della ex chiesa di San Gaetano. Tre gli obiettivi. Ricomporre i diversi corpi di fabbrica occupati dalla Questura per tanti anni, comprese strutture di servizio, officina e distributore. «Dialogare» urbanisticamente con piazza Matteotti, Madona Granda e il complesso Santa Caterina-liceo artistico. E il recupero filologico memoriale di fregi, intonaci, volte storici. Dovrebbero nascere 30 e più appartamenti modernissimi, dai 70 ai 300 metri quadri: soluzioni tecnologiche, impiantistiche e distributive modernissime. Al piano terra, negozi, ma anche due grandi cortili, altri spazi open e «mascheramenti verdi», con garage interrati e posti auto interni (90 posti, in linea con l'«autosufficienza» dei nuovi insediamenti residenziali in centro). E un passaggio pedonale chiave fra portici e corte interna. Fondazione Cassamarca, con la controllata Carlo Alberto, aveva avviato l'operazione: risorse non ce n'erano e non ce ne sono, a Ca' Spineda, ma era stato subito chiaro che Fondazione faceva da apripista a un investitore pronto ad assumersi l'operazione. Di qui i passaggi del progetto, l'ok di Comune e Soprintendenza.
TREVISO - Venduta l'ex questura Affare da 15 milioni
Fondazione Cassamarca ha ceduto l'area dell'ex Questura di via Carlo Alberto a un gruppo immobiliare veneto per 15 milioni di euro. Il complesso, che comprende 24mila metri cubi di superficie, sarà riconvertito in un complesso residenziale e commerciale. Il palazzo Bortolan, storico e denominato palazzo dell'Umanesimo Latino, sarà affittato a Unicredit per 9 anni a un canone di 3,6 milioni di euro all'anno. Il complesso sarà un test importante per valutare il nuovo appeal del centro storico di Treviso. Il progetto di recupero, firmato dall'architetto Gianfranco Trabucco, prevede la creazione di 30 appartamenti moderni, negozi e spazi open.
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