La pratica-Tuvixeddu arriva sul tavolo del ministro dei beni culturali. Sollecitato da una lettera del presidente dell'associazione Amici di Sardegna Roberto Copparoni, che gli ha scritto esprimendo preoccupazione per lo stato di abbandono della necropoli e per chiedergli un intervento, Rocco Buttiglione ha inviato una prima risposta per il tramite del suo portavoce, Walter Guarracino. «Nell'attesa di riuscire a rispondere di persona, il ministro mi ha pregato di ricambiarle i saluti e di assicurarle che condivide la sua preoccupazione e vuole impegnarsi, così come aveva fatto il ministro Urbani, per rendere più flessibile e valorizzato tutto quello che è cultura in Italia». Niente di più generico, ma tanto basta per sapere che Buttiglione sa, conosce, è al corrente. Può essere utile, un domani. Intanto ieri mattina i carabinieri del Nucleo di tutela archeologica di Sassari hanno fatto un'ispezione nella necropoli romana di Tuvixeddu per verificare lo stato dei luoghi dopo la bonifica da parte dei Comune. Accompagnati dai tecnici dell'amministrazione civica, che hanno coordinato l'operazione di bonifica dell'area, i militari, secondo quanto ha riferito il presidente della circoscrizione Edoardo Tocco, hanno verificato la pulizia di una parte delle tombe e identificato gli occupanti abusivi. Al termine avrebbero inviato una dettagliata relazione alla soprintendenza, cui la legge-quadro sulla tutela del patrimonio archeologico attribuisce compiti di vigilanza, e al Comune. Secondo l'associazione Amici di Sardegna, che aveva denunciato lo stato di abbandono della necropoli, non tutte le tombe sarebbero state ripulite. «Alcune sono ancora in pessime condizioni, con i rifiuti all'interno e inoltre parte del sentiero per arrivarci nasconde ancora una discarica abusiva», riferisce Copparoni. Dunque, nonostante gli interventi avvenuti, la chiusura di parte delle grotte, il servizio di vigilanza, il lavoro è da completare. L'associazione, intanto, segnala altre occupazioni abusive di siti archeologici, anche nella zona dei Giardini pubblici.