Ha riscosso notevole successo il convegno sulla tutela e conservazione del complesso monumentale di San Giovanni in Venere. L'iniziativa è nata dalla collaborazione tra il Comune e la Soprintendenza delle Belle arti e paesaggio dell'Abruzzo e il Comitato tecnico scientifico per la tutela e la valorizzazione del complesso monumentale istituito dalla prefettura di Chieti. Raggiunto pienamente l'obiettivo prefigurato, ossia quello di far cogliere alla collettività la rilevanza del complesso benedettino visto nel rapporto con il suo contesto, fatto di ambiti notevoli come quello della Costa dei trabocchi, ma anche di un territorio interno ricco di emergenze paesaggistiche. Dopo i saluti istituzionali, è stato dato risalto alla millenaria storia dell'abbazia. Il contributo dell'archeologo Andrea Staffa della Soprintendenza Archeologia ha dato conto dei 25 anni di scavi effettuati, con la rimessa in luce sul margine orientale del complesso conventuale di parte di un ampio e possente colonnato di un tempio romano, orientato esattamente allo stesso modo delle strutture dell'abbazia a dimostrazione che il culto non ha mai avuto discontinuità dai tempi preromani ad oggi. Tutti i relatori hanno ribadito l'unanime volontà di garantire attraverso strumenti concertati di tutela la conservazione di San Giovanni in Venere, sia intervenendo con opere di manutenzione continua che il monumento richiede, sia attraverso opere di salvaguardia dell'ambiente circostante. E il convegno, il cui coordinamento scientifico è stato curato da Maria Cristina Rossi e da Aldo Giorgio Pezzi, ha costituito un momento fondamentale in questa direzione. Linda Caravaggio