Ecco gli angeli custodi dell'arte. L'Arma dei carabinieri pensa di portare in città i militari esperti nella tutela del patrimonio culturale I carabinieri specializzati nella salvaguardia delle opere d'arte, dei reperti archeologici e, più in generale, del patrimonio culturale potrebbero arrivare presto anche a Udine. Il condizionale è d'obbligo, perché l'ufficialità non c'è ancora. Dal Comando di Roma, per ora, non trapela nulla. Ma in città già se ne parla da un po' e quest'ipotesi ha destato un certo interesse vista la grande quantità di ricchezze artistiche e archeologiche custodite nel nostro Friuli. Il nuovo reparto, stando alle indiscrezioni, dovrebbe essere operativo entro l'anno e dovrebbe trovare spazio nel palazzo di viale 23 marzo che già ospita le altre "specialità" dell'Arma, come il Nas (Nucleo antisofisticazioni e sanità)e il Noe (Nucleo operativo ecologico). Il Comando carabinieri tutela patrimonio culturale di solito chiamato Tpc per brevità è il più antico reparto al mondo specializzato nell'acquisizione di beni illecitamente esportati e nel recupero di quelli rubati. Istituito il 3 maggio 1969 per arginare l'impoverimento del più grande museo al mondo, l'Italia, è articolato nelle sezioni Archeologia, Antiquariato, Falsificazione e Arte contemporanea. Opera d'intesa con tutte le forze dell'ordine e in sinergia con le Soprintendenze e svolge la propria attività in campo internazionale tramite Interpol. Solo lo scorso anno personale del Tpc ha operato in provincia di Udine quando, dopo la rapina in banca avvenuta a Cervignano nel giugno del 2014, sono stati recuperati oltre 209 oggetti e manufatti archeologici di eccezionale valore storico e artistico risalenti all'epoca romana che erano in alcune delle cassette di sicurezza aperte dai malviventi. C'erano, per esempio, 108 gemme romane incise, alcune ancora incastonate nei loro gioielli. Secondo gli esperti provengono da Aquileia che in età romana fu un importante centro di produzione di un artigianato di lusso e di alta qualità. E grazie alle indagini dei carabinieri è tornato al suo posto anche il famoso "tesoro di San Vito" costituito da due statuette risalenti al 1300 e appartenente alla tradizione religiosa della comunità di Marano Lagunare. E sono finiti nei musei anche numerosi oggetti in metallo di età pre-protostorica come asce, spade, pugnali, cuspidi di lancia e falcetti, tutti ben conservati. Ma torniamo al Tpc, che ha nel tempo ha recuperato decine di migliaia di opere d'arte, reperti paleontologici archeologici. Uno dei suoi fiori all'occhiello è rappresentato dalla "Banca dati dei beni culturali illecitamente sottratti", in cui è possibile stilare una sorta di documento d'identità delle opere trafugate. Nel gennaio 2015 l'operazione Teseo ha reso possibile il più grande recupero di reperti e opere d'arte della storia: 5.361 oggetti risalenti ad un periodo che va dal 1.000 a.C. al III secolo d.c. Il Comando viene attivato anche per operazioni internazionali relative al patrimonio culturale in pericolo, con particolare riferimento alle distruzioni operate dall'Isis dal 2014 in poi. Infine, il Tpc realizza i bollettini delle opere d'arte rubate. Si intitolano l titolo "Arte in ostaggio" e contengono le opere di maggior rilevanza trafugate nel tempo.