"CON L'AUTONOMIA NON POTREBBE FINANZIARSI" UNA passeggiata da Villa dei Quintili a Capo Bove per immaginare un futuro nel segno della tutela per il Parco dell'Appia Antica. In centinaia, guidati dalla direttrice del Parco nell'ambito della soprintendenza archeologica, Rita Paris, hanno ripercorso un tratto di storia dell'antica Roma, ma anche i passaggi che vedono i 3500 ettari in fase di mutazione: dopo la riforma del ministro per i Beni e le Attività Culturali, Dario Franceschini, il Parco dell'Appia Antica si sta trasformando in un istituto autonomo, come Ostia Antica ed Ercolano. «Forse in un anno con i soli biglietti di ingresso si arriverebbe a 100 mila euro, ma non basterebbero nemmeno per tagliare l'erba spiegano preoccupati dalla Soprintendenza Perchè far diventare autonoma una realtà che non è in grado di finanziarsi?». Ciononostante Rita Paris, l'architetto Vezio De Lucia e il presidente del Comitato per la Bellezza, Vittorio Emiliani, hanno raccontato uno spaccato delle lotte per la conservazione del Parco. «Qui negli anni '50 e '60 si sono costruite ville private, qualcuno propose di costruire vicino alle Catacombe di San Callisto uno stadio per le Olimpiadi». Da qui la battaglia per tutelare l'Appia: in pole position c'era Antonio Cederna, giornalista e pioniere della questione, che ieri l'Associazione Bianchi Bandinelli ha ricordato a vent'anni dalla sua morte. «Dal 1996 molte cose sono state fatte spiega Paris lo Stato ha riaperto al pubblico la tomba di Cecilia Metella, la Villa dei Quintili, Capo di Bove e Santa Maria Nuova. Un primo passo a cui, per avvicinarsi a quello che fu il sogno di Cederna, dovrebbero seguirne altri». Per Emiliani si potrebbe cominciare dai «18 milioni che il ministro vuole investire sul Colosseo per rifare l'arena: utilizzandoli qui, si rimetterebbe a posto il parco e l'Appia diventerebbe un paradiso. Si rischia invece di farlo diventare una specie di luna park». (valentina lupia)