Oggi l'Appia Antica nel suo primo tratto non è altro che una strada-corridoio fra ville e edifici di vario genere, sorti fra il '50 e il '65, quando la campagna ai suoi lati, con il benestare del Comune e della pubblica istruzione, venne presa d'assalto da enti religiosi, gente del cinematografo, diplomatici, cooperative eccetera, rischiando di venire interamente lottizzata e privatizzata. La gente che la domenica l'affolla in cerca di un po' d'aria, si accalca tra i monumenti, parcheggia la macchina sugli antichi marciapiedi (che sono stati interamente distrutti) si addossa ai muri e alle reti di recinzione delle proprietà private, riposa o gioca penosamente tra le auto in sosta e in transito, fa terra bruciata delle sponde erbose, lima, consuma, corrode, smonta lentamente i ruderi stessi, dai quali sono ormai scomparsi rilievi, marmi decorativi, frammenti scolpiti, tutto quanto è asportabile senza troppa fatica. Oltre a costituire una beffa per la gente in cerca di spazi liberi, l'Appia Antica sta dunque sparendo anche materialmente nella sua consistenza archeologica: quanto alla campagna circostante da trasformare in parco pubblico, la situazione appare sempre più compromessa. (...) Circa 300.000 sarebbero i vani illegalmente costruiti a Roma, 42 mila sono le pratiche contro i costruttori abusivi: non poteva l'Appia Antica sfuggire alla regola. Sono più di settanta le costruzioni fuori legge lungo l'Appia Antica: dal casale «restaurato» e trasformato in villa con piscina, ai capannoni industriali, alle ville di tre piani interamente nuove. Ce n'è presso il Domine quo vadis?, presso la Tomba di Romolo e Cecilia Metella, presso Tor Carbone, lungo l'Appia Nuova. Il gioco è scoperto: quando paesaggio, natura, vegetazione, poggi, caverne, orografia eccetera saranno scomparsi, costruttori e lottizzatori chiederanno di avere mano libera anche in questa parte del parco dell'Appia. Quello che avete letto è l'estratto di un articolo che Antonio Cederna pubblicò sul Corriere della Sera l'8 maggio 1871. Questa mattina alle 10 l'Associazione Bianchi Bandinelli promuove una camminata «Sulle orme di Antonio Cederna lungo la via Appia» dalla Villa dei Quintili a Cecilia Metella. Accompagnati da Rita Paris, con interventi di Giuseppe Cederna, Vezio De Lucia e Vittorio Emiliani. L'attualità di quello che scriveva 45 anni fa, non ha bisogno di commenti.