IL Maggio ha i conti a posto? Evidentemente ne sono certi i membri del consiglio d'indirizzo del teatro, presieduto dal sindaco Dario Nardella, che ieri hanno approvato due bilanci presentati dalla Fondazione, quello consultivo del 2015 e il preventivo del 2016, nonostante il taglio di un milione ai fondi l'anno in corso annunciato a Repubblica dalla vicepresidente della Regione Monica Barni. Il bilancio del 2015 va in pareggio con un anticipo di dodici mesi rispetto a quanto previsto dal piano triennale che poneva questo risultato come condizione necessaria per ottenere i contributi del Fondo rotativo previsto dal ministero dei Beni culturali per le Fondazioni in crisi. Il Maggio riesce a centrare l'obiettivo attraverso alcune partite straordinarie. Passa all'unanimità anche il via libera sul bilancio di previsione del 2016, che dà per scontato l'ingresso di quei 4 milioni e mezzo della Regione che la Barni ha ridotto a 3 e mezzo. Un azzardo. Forse calcolato. IL CASO Manca un milione all'appello, insomma. Ed è escluso che Barni ci ripensi. «Il taglio è confermato», ripete la numero due di Rossi che ha la delega alla cultura. «Dal mio assessorato per il Maggio usciranno 3 milioni e mezzo, nemmeno un centesimo di più». La spiegazione del taglio segue una logica precisa: «Ci sono 11 milioni nel budget del dipartimento per finanziare spettacoli, teatri e musica in tutta la Toscana, darne 4 e mezzo solo al Maggio è impossibile. Esistono anche gli altri enti, il territorio è grande». Sia Nardella che il soprintendente Francesco Bianchi l'hanno sentita per telefono prima della riunione, quindi erano avvertiti. Ufficialmente non commentano il taglio e fanno di tutto per apparire tranquilli, come se dessero per scontato che i contributi regionali negati dalla Cultura potrebbero materializzarsi nei prossimi mesi sotto altra forma. Non risulta però che il governatore Rossi abbia stretto "patti segreti" col sindaco di Firenze. Il consiglio di indirizzo potrebbe essersi semplicemente preso la libertà di inserire nel bilancio di previsione una previsione molto ottimistica. Del resto quella sul finanziamento regionale non è l'unica. Il piano di previsione del 2016, a giudizio del consiglio, non solo sarà in pareggio senza artifici finanziari ma addirittura «supererà l'obiettivo fissato dal piano triennale di risanamento in corso». La Fondazione prevede di vendere nell'anno appena iniziato biglietti e abbonamenti per 5 milioni e 700.000 euro con 269 alzate di sipario, ma senza alzare i prezzi. Previsti anche 4,5 milioni di sponsorizzazioni private al momento del tutto ipotetiche, tranne l'unico dato concreto che è di un milione in meno nel 2015. Altro pronostico non ancora suffragato da fatti concreti sono gli 800 mila euro che la Fondazione spera di guadagnare tramite il crowdfunding che partirà a maggio. Ci sono però ancora fornitori da saldare e artisti da pagare. E un milione in meno dall'assessorato regionale alla Cultura non è cosa da poco. E c'è di più: quei 4 milioni e mezzo attesi per il 2016 sarebbero dovuti diventare un contributo fisso, stabile, sicuro. E non una partita da ridiscutere all'inizio di ogni nuovo anno. Nardella e Bianchi guardano con fiducia al futuro e parlano di «evidente svolta» di un teatro che solo due anni fa stava per andare in liquidazione coatta. Di un traguardo raggiunto addirittura in anticipo. Il 2015 poteva essere un anno nero per la Fondazione e invece le cose sono andate per il verso giusto. Come ha fatto il Maggio in soli sei mesi a lasciarsi alle spalle, non le fosche previsioni ma gli assai negativi conti concreti del super commissario nazionale per le Fondazioni in crisi Pinelli che sottolineava le cifre in rosso? Grazie ad alcuni strumenti contabili. Intanto il bilancio 2015 viene risollevato dall'uso di una partita straordinaria: 6 milioni, dei 13 stralciati dalle banche dal debito che con loro aveva il Maggio, considerati non come debito da non dovere più pagare ma come somma che torna nel capitale. Si tratta di un artificio, ma essendo un'operazione finanziaria utile al rilancio è un artificio consentito. Per il resto i conti del 2015 segnalano anche miglioramenti reali: un milione in più rispetto al 2014 ricavato dalla vendita dei biglietti di 233 alzate di sipario contro le 190 dell'anno prima e un rapporto tra costi di produzione e ricavi che, dichiara Bianchi, «non solo migliora in modo considerevole rispetto alla media storica degli ultimi anni», ma è anche «superiore agli obiettivi del piano di risanamento ». Un equilibrio economico ritrovato che rappresenta per Bianchi, ex commissario della Fondazione, anche un successo personale. E proprio nella seduta in cui, dopo l'annuncio di Monica Barni, i rapporti tra giunta toscana, Palazzo Vecchio e teatro potevano sembrare sull'orlo di una crisi, il consiglio di indirizzo, all'unanimità, sceglie di nominare vicepresidente della Fondazione il professor Mauro Campus. Ossia il rappresentante della Regione nell'organo di indirizzo del Maggio.