GLI spazi per le mostre temporaneo potrebbero aumentare. Non solo il piano terra di Palazzo Chiablese, che ora ospita la rassegna su Matisse. Si potrebbe aggiungere anche un'area della manica di Palazzo Reale sede della Galleria Sabauda. Nulla di definitivo, per ora, è stato deciso nella prima riunione del consiglio del Polo Reale, ma si sono fatte ipotesi, tracciate suggestioni, sulle possibilità di integrazioni tra il nuovo ente statale ma autonomo, diretto da Enrica Pagella, e le sinergie con il resto di Torino: orari, biglietti di ingresso, dialogo con Palazzo Madama e il resto dei Musei Civici. Di sicuro c'è l'apertura dei giardini fra circa un mese e la messa a punto di un piano di mostre. Nella prima riunione del consiglio di amministrazione del Polo, ribattezzato Musei Reali e di cui fanno parte Cristina Acidini, Maurizio Braccialarghe, Alessandra Guerrini e Daniele Jallà, si è discusso anche delle possibilità che si aprono con il riconoscimento dell'autonomia. Per avere le idee chiare nei prossimi giorni partiranno una serie di quesiti indirizzati al ministero dei Beni Culturali a Roma. Il personale a chi è in carico? Su quali numeri di addetti il Museo può far affidamento? Le risorse arriveranno dal ministero oppure il Polo può contare su incassi propri? E poi le bollette della luce, del gas e del telefono chi le salda? Gli spazi si possono gestire in autonomia? Gli orari e gli accordi con altri enti anche? «Dobbiamo avere tutta una serie di elementi chiari prima di poter prendere decisioni sottolinea l'assessore alla Cultura del Comune, Maurizio Braccialarghe, che fa parte del cda dei Musei Reali - ci siamo aggiornati a fine marzo sperando di avere le informazioni da parte del ministero». C'è anche un altro problema. L'autonomia dell'ente segna uno spartiacque. Ma sul prima chi è responsabile? Ed in particolare a chi tocca saldare ciò che è rimasto in sospeso? Quesiti fondamentali per mettere nerso su bianco il bilancio del 2016.