Riflettori puntati su Pistoia, che si è conquistata il titolo di Capitale italiana della Cultura 2017 battendo concorrenti agguerrite come Parma e Spoleto e vincendo anche il "derby regionale" con la vicina Pisa. La meno vistosa delle città d'arte toscane, dotata di una bellezza che a prima vista può sembrare meno abbagliante rispetto a quella di Firenze, Siena o Lucca, ha presentato un progetto di riqualificazione urbana che mette insieme istituzioni, Regione, diocesi, banche locali e camera di commercio per un investimento complessivo di 21 milioni. La reinvenzione della geografia del centro storico firmata dal project manager Giuseppe Gherpelli che con l'ex ministro Veltroni lavorò al rilancio di Pompei, ha incantato la commissione dei Beni culturali presieduta da Marco Cammelli, che ha deciso di assegnare proprio a Pistoia l'investitura di capitale e il premio di un milione di euro. Il disegno è ambizioso e poggia su un'imponente opera di pedonalizzazione dell'area dell'antico ospedale del Ceppo, nel cuore della città, che aggiunta a quella già esistente porterà ad 80mila metri quadrati la superficie proibita alle auto, una delle più estese d'Europa. Un piano di recupero ambientale a 360 gradi, con strutture espositive ad emissioni zero e una cornice verde ininterrotta composta dai giardini di palazzo Fabroni collegato a quelli di piazza del Carmine, la zona verde dell'ex padiglione emodialisi, il parco volante di Villa Capecchi dove i giochi per i bambini sono stati disegnati da artisti contemporanei, fino alla copertura del parcheggio interrato su via Matteotti destinata a diventare un giardino pensile tra i più grandi mai realizzati in un'oasi urbana. Un'idea dello spazio collettivo di lungo respiro, che guarda avanti e pensa alla vita delle generazioni che verranno. «Il futuro ha un cuore antico», spiega il sindaco Samuele Bertinelli. «Credo che a convincere la commissione siano state la nostra politica puntata su recuperi di spazi cittadini a impatto zero e la solidità finanziaria di un progetto che avremmo realizzato comunque, anche se non ci fosse stato assegnato il ruolo di capitale. Pistoia, che ha meno di 92mila abitanti, investe sulla cultura il 5,2 per cento della spesa corrente, il doppio della media nazionale. La nostra non era una proposta fatta per godere della gloria di un giorno ma il risultato di un lungo lavoro. Per noi la cultura è il primo tra i diritti di cittadinanza». Nel 2017 l'ingresso ai musei civici sarà gratuito per tutti e gli orari di apertura verranno ampliati. Oltre allo spettacolo di chiese e palazzi rinascimentali che si affacciano sul reticolo medievale delle strade intorno al Duomo e al Battistero, si possono trovare molti altri stimoli ed occasioni per visitare Pistoia. Dal 2010 ogni anno alla fine di maggio il Comune insieme alla Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia organizza i Dialoghi sull'Uomo, un meeting di incontri diretto da Giulia Cogoli centrato sull'antropologia con lezioni, dibattiti e letture pubbliche. Il 25 luglio è il giorno della Giostra dell'Orso, una gara di antichissima tradizione disputata fra dodici cavalieri in costume, tre per ciascuno dei quattro rioni che prendono il nome dalle porte della città. E dal 1980 nel mese di luglio le piazze si riempiono di musica col Pistoia Blues Festival che ospita artisti internazionali. Nella prima storica edizione si esibirono B.B. King e Dizzy Gillespie, poi negli anni hanno suonato qui Chuck Berry, Frank Zappa, Pat Metheny, Carlos Santana, Bob Dylan, Lou Reed, Joe Cocker, David Bowie. A scrittori e poeti è dedicato il premio letterario Il Ceppo curato da Paolo Fabrizio Iacuzzi che lo ha proiettato a livello internazionale. «Mentre andava nel mondo con scrittori di grande fama come Vargas Llosa, Nicolai Lilin e ora Javier Cercas», racconta Iacuzzi, «il premio si radicava a Pistoia in un progetto educativo di promozione alla lettura che coinvolge ogni anno mille ragazzi». La città prepara adesso una mostra dedicata a Marino Marini mentre nella biblioteca San Giorgio (la struttura architettonica e il parco meritano una sosta) sarà studiata la figura del gesuita Ippolito Desideri, antesignano del dialogo interreligioso. Un lavoro di scavo nella storia per costruire una nuova identità. Pasolini la chiamava "la forza rivoluzionaria del passato".