Masè (Adamello Brenta) domani a Milano per l'Oscar dell'Ecoturismo TRENTO. «Credo sia importante snellire il comitato di gestione del parco. Oggi comprende 73 persone: a volte ho la sensazione che ci sia più distrazione in un organismo così ampio rispetto a uno più ristretto». All'indomani della cabina di regia sulle aree protette (Corriere del Trentino di ieri) e in vista della legge provinciale di aprile, il presidente del Parco Adamello Brenta Joseph Masè riflette sulla riforma in agenda. Tratteggiando anche i passaggi dei suoi primi due mesi di mandato alla guida dell'ente di Strembo. «Della riforma dei comitati di gestione e delle giunte dei parchi spiega Masè abbiamo discusso con Provincia e parco di Paneveggio pochi giorni fa, in un incontro a Trento. Non ci sono proposte già delineate: per quanto ci riguarda, abbiamo iniziato con il direttore a ragionare sul nostro comitato. Non mi pare che, per ora, la riforma toccherà le competenze». Domani, intanto, il presidente sarà alla Borsa internazionale del turismo di Milano per ricevere da Legambiente la targa dell'Oscar dell'Ecoturismo, ottenuta «per aver favorito osserva Masè un percorso di qualificazione delle strutture turistiche presenti nell'area del parco attraverso un processo di formazione basato sulla sostenibilità». Mentre in valle, dopo aver ascoltato tutti i dipendenti, il presidente sta incontrando le varie comunità inserite nei confini del parco per presentare l'attività dell'ente (il prossimo appuntamento è il 18 ad Andalo). «Il mandato è iniziato con tanto entusiasmo, anche se gli impegni non mancano» ammette Masè. Che nel frattempo ha anche nominato la sua giunta. Con incarichi legati agli obiettivi fissati nel suo programma. «Un assessore dice si occuperà di valutare le case del parco, per capire dove intervenire per migliorare. Mentre un altro si concentrerà su comunicazione e marketing». Un obiettivo, quest'ultimo prioritario nel programma di Masè: «Incontrerò domani (oggi, ndr ) il personale di questo settore». Con potenziamenti in vista? «Dovremo capire se ci saranno gli spazi per affiancare a chi si occupa di comunicazione anche qualche dipendente che oggi lavora in amministrazione e alla didattica». Altre deleghe specifiche riguardano inoltre la «Qualità parco», la mobilità sostenibile e la formazione del personale stagionale. Ma le questioni di attualità, oltre alla legge provinciale, non mancano. Come il nodo della caccia nei parchi, tornato sul tavolo dopo l'ultimo passaggio in Commissione dei 12. «Nel nostro parco sottolinea Masè la caccia è una presenza storica: toglierla avrebbe potuto mettere a repentaglio la stessa sopravvivenza dell'ente parco, nel rapporto di convivenza con le comunità locali. Si tratta, in ogni caso, di una caccia di selezione che considero compatibile con l'area protetta. Quella romana è una soluzione che condivido e che approvo». Tra qualche mese inoltre (probabilmente a giugno) nove dei 12 guardiaparco dell'ente di Strembo saranno trasferiti al corpo forestale. Con più di un timore sul fronte della vigilanza. «Non ci saranno problemi in questo senso risponde il presidente perché l'attività sarà la stessa».